9.5.2 Assetto assestamentale del bosco trattato a scelta

ù e ndi a e ei si e a e n- e aco o el i- T, e e e à uti si a a ni mn ci a, ee e a a li me ASSESTAMENTO FORESTALE F 173 La ripresa volumetrica reale di fine ciclo Rr prelevabile annualmente sull intera compresa può essere quantificata: a. commisurando ripresa e provvigione reali secondo lo stesso rapporto che caratterizza le grandezze corrispondenti del bosco normale: Rr 5 (Rn/Pn) Pr; b. in base al turno e al rapporto fra le provvigioni: Rr 5 (2/T) (Pr/Pn) Pr; c. semplicemente in base al turno: Rr 5 (Pr/0,5 T); d. rilevando l incremento medio di maturità Im e prevedendo un periodo di conguaglio di durata a anni, durante il quale attenuare e infine annullare la differenza fra le provvigioni: Rr 5 Im 1 (Pr 2 Pn)/a. Assestamento basato sulle priorità selvicolturali. Il metodo richiede di registrare, particella per particella, le esigenze di intervento; l entità complessiva dei tagli così ipotizzati viene poi riconsiderata globalmente a livello di compresa, cercando di valutare se l ordine di grandezza della ripresa costituisce un dato accettabile. La ripresa volumetrica di compresa Rr è calcolata con uno dei metodi già descritti. La massa legnosa prelevabile con gli interventi selvicolturali viene registrata in ogni particella classificandola in funzione delle urgenze di intervento: R1, massa ricavabile dagli interventi urgenti e non rinviabili, che devono essere effettuati inderogabilmente durante il periodo di applicazione del piano; R2, massa ricavabile dagli interventi non urgenti, che possono essere eseguiti durante il periodo di applicazione del piano o rinviati a epoca successiva. In funzione di tali priorità possono verificarsi tre casi diversi: se Rr , R1, come ripresa si adotta R1; se R1 , Rr , (R1 1 R2), si adotta Rr; se (R1 1 R2) , Rr, si adotta (R1 1 R2). Qualora, per ragioni operative, sia possibile valutare unicamente R1, il confronto fra R1 e Rr si trasforma in un semplice controllo di ammissibilità assestamentale della ripresa stimata. L assestamento su base selvicolturale può essere abbinato proficuamente a un inventario per campionamento, che consente di registrare in ogni unità campionaria sia la massa in piedi sia quella prelevabile. Il campionamento consente anche di sviluppare applicazioni planimetriche del metodo, nelle quali il dato della superficie da percorrere con gli interventi di fine ciclo sostituisce il dato della massa legnosa; in queste applicazioni può essere calcolata la percentuale di unità campionarie che rivelano l esigenza di utilizzazioni urgenti o viceversa rinviabili e, conseguentemente, i vari tipi di ripresa possono essere definiti in termini planimetrici. Talvolta Rr non può essere calcolato, in quanto non è possibile identificare un modello di assetto equilibrato di compresa neppure provvisorio o sommario, per esempio per ragioni di degradazione delle formazioni o per la loro particolare eterogeneità; in questi casi non esiste altra possibilità che riorganizzare nel piano dei tagli le esigenze di intervento emerse particella per particella, rinviando al futuro la definizione di un ordinamento assestamentale possibile. F 9.5.2 Assetto assestamentale del bosco trattato a scelta. Gli schemi assestamentali orientati al bosco trattato a scelta tendono a fare coesistere in brevi spazi e a differenziare al massimo età e stadi evolutivi degli alberi. Possono essere adottati sia per le fustaie tipicamente trattate a scelta per alberi singoli o per gruppi più o meno estesi, sia per boschi a minore articolazione strutturale, nei quali si intenda attuare interventi che progressivamente interrompano l uniformità di copertura e inneschino il processo di rinnovazione naturale permanente che caratterizza il soprassuolo disetaneo. F01_9_Assestamento_Forestale.indd 173 5/30/18 8:10 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta