SEZIONE F

di e ene è li o, o e e a gsi di ie ni e- udi di li ne o e a o e e ni ti na F 175 Convenzionalmente le classi hanno ampiezza 5 cm, a partire dalla più piccola che è 20 cm. Il valore k varia da k 5 1,3, nei casi di fertilità elevata, a k 5 1,55 in quelli di fertilità scarsa; oppure dipende dalla statura H del bosco (altezza media degli alberi più alti) e dalla composizione specifica, assumendo in particolare il valore k 5 4,5/(H 1/3) in boschi a forte prevalenza di faggio, 4,3/(H 1/3) in boschi di abete bianco e/o abete rosso o misti di faggio e abete bianco o nk 4 rosso e 4,1/(H 1/3) in querceti mesofili. La distribuzione normale permette di risalire alla provvink 3 nk 2 gione normale di particella, calcolata sommando nk le masse legnose di ogni classe diametrica; gli n altri elementi indispensabili per determinare il Classi diametriche possibile prelievo sono costituiti da provvigione normale, provvigione reale e incremento cor1.19 Caratteristica distribuzione in classi diametriche rente Ic. La ripresa su base annua della particella FIG. degli alberi nel bosco trattato a scelta. può essere parametrizzata rispetto al rapporto esistente fra le provvigioni, come Rr 5 Ic (Pr/Pn); in alternativa, può essere determinata in base allo scarto esistente fra le provvigioni e programmando un periodo di conguaglio a di durata adeguata: Rr 5 Ic 1 (Pr 2 Pn)/a . La ripresa di particella effettivamente conseguibile al termine del periodo di curazione, avente durata d anni, è pari a (Rr 3 d ). Lo scarto di provvigione è riducibile e tendenzialmente eliminabile in un tempo a proporzionale all entità dello scarto: per recuperare deficit consistenti, sono necessari molti decenni. Qualora la provvigione sia particolarmente bassa, la particella viene temporaneamente esclusa dal piano dei tagli. La distribuzione normale è anche utile guida al trattamento selvicolturale, poiché il confronto con quella reale evidenzia con immediatezza le classi diametriche rappresentate in eccesso o in difetto. Naturalmente gli eccessi, o viceversa le carenze, non possono tradursi meccanicamente in maggiorazioni o riduzioni degli abbattimenti di alberi di dato diametro: la martellata si attiene strettamente a criteri ecologici e selvicolturali; il confronto con la norma serve solo da supporto quando sia possibile operare scelte diversificate. Assestamento basato su tassi di utilizzazione. Varie procedure assestamentali esprimono la ripresa impiegando i soli dati reali di sintesi del bosco, applicando un tasso percentuale di utilizzazione t alla provvigione reale: Rr 5 t 3 Pr. Il valore di t è legato spesso alle situazioni colturali locali ed è ricavato dall esperienza della selvicoltura adottata in passato: pertanto non è possibile fornire una casistica dettagliata. Come ordine di grandezza t varia, nella maggior parte dei casi, fra 0,5% e 2% ed è soprattutto funzione di composizione specifica, fertilità o incremento ed entità della massa in piedi; nella determinazione possono essere assunti anche indicatori di funzionalità ecologica delle cenosi e della sua stabilità, per esempio la quantità di alberi di rilevanti dimensioni, l abbondanza e vigoria della rinnovazione naturale, la presenza di soggetti deperienti, l esistenza di situazioni di degradazione o di rischi di vulnerabilità, la differenziazione strutturale; può essere considerata anche l entità della provvigione normale. Indicatori che rivelano situazioni di buona efficienza ecologica e strutturale giustificano l adozione di valori t elevati e viceversa. Numero di alberi n à ae a ASSESTAMENTO FORESTALE F01_9_Assestamento_Forestale.indd 175 F 5/30/18 8:10 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta