9.6 Fasi finali del piano, collaudo dell’elaborato,

F 176 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Assestamento basato sul controllo dell accrescimento. Il metodo del controllo si basa sulla contabilizzazione della differenza fra le masse rilevate nel corso di due inventari successivi, alla quale si deve aggiungere l entità delle utilizzazioni effettuate nel frattempo (bilancio di massa). Il principio consiste nell utilizzare una massa corrispondente alla reale capacità di incremento della particella, una volta che il livello di massima produzione sia stato raggiunto: Rr 5 m2 2 m1 1 mu; dove: m2 5 massa rilevata all attualità; m1 5 massa rilevata all atto della precedente inventariazione; mu 5 massa utilizzata nell intervallo fra le due inventariazioni. La contabilizzazione dell incremento è relativamente complessa e deve comprendere anche la mortalità verificatasi nel frattempo e non riportata nel registro delle utilizzazioni. Assestamento basato sulle priorità selvicolturali. L assestamento orientato dalle priorità selvicolturali può essere attuato in maniera simile a quanto precedentemente descritto per i boschi coetanei (®5.1.3), determinando Rr con i metodi propri del bosco trattato a scelta. In alcuni casi il ricorso a questa soluzione è praticamente inevitabile, per esempio per fustaie lontane da un assetto assestamentale almeno parzialmente equilibrato. Assestamento basato sulle unità forestali . A partire dal 2009, in Provincia di Trento, sono stati adottati nuovi metodi di pianificazione aziendale-forestale che, mantenendo inalterato l inquadramento gestionale in particelle (comprese nell impostazione colturale dei piani), hanno rinnovato le modalità di rilievo e organizzazione dei dati, focalizzando l attenzione sulle singole unità forestali (popolamenti forestali omogenei o unità di uso del suolo) e facendo uso, per la dendrometria, di sistemi derivati dal telerilevamento combinato, sia con rilievi GPS sia con relascopia. I dettagli di tale tipo di pianificazione sono reperibili sul sito https://forestefauna.provincia.tn.it/Foreste/Attivita-forestali/Pianificazione. La standardizzazione e l inserimento in un database centralizzato, contenente anche le informazioni sulle utilizzazioni, consentono un più agevole collegamento dei dati della pianificazione forestale con quelli di interesse urbanistico e ambientale. 9.6 Fasi finali del piano, collaudo dell elaborato, controllo della gestione. Il piano si conclude con la predisposizione di una serie di documenti che raccolgono le analisi compiute dall assestatore, forniscono le spiegazioni del processo decisionale seguito e descrivono nel dettaglio il complesso forestale e tutte le operazioni e gli interventi pianificati; gli elaborati sono redatti solitamente secondo protocolli specificamente definiti dalle Regioni. I principali documenti che costituiscono l incapitolazione del piano sono: r elazione (descrizione dell ambiente e del territorio, presentazione del complesso assestamentale, compartimentazione e rilievi, assestamento delle classi colturali); p rospetti riepilogativi delle particelle (descrizioni particellari, prospetti dendrometrici particellari, prescrizioni particellari di intervento); p rospetti riepilogativi delle classi colturali; p rospetti riepilogativi dell intero complesso assestamentale (riepilogo generale del complesso, comparazione fra particellare assestamentale e particellare catastale, prospetto storico della gestione trascorsa, rassegna del materiale documentario e bibliografico); p rogrammi di gestione (piano degli interventi, disciplinari e programmi di altro genere); e laborati cartografici (carta assestamentale, mosaico catastale, carta della viabilità, carte tematiche). F01_9_Assestamento_Forestale.indd 176 5/30/18 8:10 AM p r a n d c to n c le im e tr c m d a

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta