10.2 Legislazione forestale

aa a ti - oo aa e; amsì e o ni a e o adi o e o- nr- à Il e, ul n n a e CERTIFICAZIONE E LEGISLAZIONE FORESTALE F 179 La certificazione si differenzia anche in relazione ai soggetti che ricevono il certificato; in questo caso può essere: 1. aziendale (o individuale), quando si rivolge a singole aziende, siano esse proprietà forestali oppure operatori di filiera; 2. di gruppo, quando comprende gruppi di aziende dello stesso tipo (per esempio industrie di pannelli) o consorzi fondiari che condividono il sistema gestionale e amministrativo; 3. regionale, intendendo con il termine regione l ambito geografico, amministrativo o politico, che preveda la partecipazione volontaria di singoli proprietari forestali o di altre organizzazioni della filiera. Nel processo di certificazione il ruolo chiave è rivestito dall organismo certificatore, generalmente accreditato a livello nazionale, che accerta la conformità dell azienda agli standard richiesti. Questo avviene tramite ispezioni in loco e controlli diretti sulla documentazione amministrativa. Se l esito della valutazione è positivo, viene emesso un certificato di gestione forestale o di catena di custodia, con validità quinquennale. Le condizioni d uso prevedono l accettazione da parte dell azienda di verifiche ispettive, di solito annuali, per accertare il mantenimento della conformità. Nel caso in cui vengano rilevati elementi non conformi nella gestione o nel processo produttivo, i certificatori emettono una richiesta di azione correttiva che deve essere attuata entro i tempi prestabiliti. Se l azienda non provvede all eliminazione della non conformità rilevata, il certificato può essere sospeso fino al ripristino delle condizioni necessarie. Gli schemi di certificazione forestale impiegati in Italia sono l FSC e il PEFC. Quest ultimo è nato come schema di mutuo riconoscimento per raccogliere sotto lo stesso marchio le molteplici iniziative di certificazione nate a livello nazionale ed internazionale. F 10.2 Legislazione forestale. La legislazione forestale degli Stati preunitari e dei primi decenni del Regno d Italia è stata riordinata e riformata con il regio decreto 3267 del 1923, in seguito indicato come Legge forestale del 23. Ha improntato di sé tutta la legislazione successiva, statale prima, regionale poi. Per quest ultima ha tuttora valenza di legge statale di riferimento. La materia foreste rientra nella potestà legislativa delle Regioni; per alcuni profili (tutela dell ambiente, governo del territorio, protezione civile), esse sono però tenute all osservanza di leggi e principi fondamentali dello Stato. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano rimangono altresì vincolate al rispetto degli accordi internazionali sottoscritti dall Italia e degli atti normativi dell Unione Europea1. 1 La legislazione forestale non è reperibile, nel suo insieme, in alcun sito web, ma le singole norme (o gruppi organici di norme) possono essere consultate all indirizzo informatico di specifiche istituzioni o pubblicazioni, le sole che possano garantire l aggiornamento di una materia in continua evoluzione. Le leggi citate si intendono comprensive di eventuali successive modifiche e integrazioni, talvolta ricomprese nei c.d. testi coordinati. F01_10_Certificazione_Forestale.indd 179 5/30/18 8:12 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta