1.3.4 Funzione ricreativa

F 18 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Particolare attenzione va prestata alle specie rare, minacciate, endemiche, sia vegetali che animali (sono utili a questo proposito le liste rosse predisposte da Enti locali o associazioni naturalistiche), e ad alberi o tratti di bosco che testimoniano forme di coltivazione desuete o legate a particolari episodi della storia sociale del paese o con forte valore estetico. Nel quadro della conservazione biologica va curata la presenza di alberi che crescono fuori dai boschi: alberi isolati, filari, formazioni riparie, ecc., oltre a fornire legno, costituiscono un importante habitat per numerosi piccoli animali e, se distribuiti entro spazi agricoli o urbani che separano aree boscate, funzionano come aree di collegamento ecologico che assicurano la continuità fisica tra ecosistemi e consentono i flussi di materia e di organismi viventi. Un caso particolare di gestione conservativa è prospettato dalla vegetazione ripariale che si sviluppa lungo fiumi, torrenti e canali. Si tratta di una vegetazione di specie arbustive o arboree che svolge una funzione di trattenuta del terreno delle sponde, di freno per il materiale eroso dalle zone limitrofe, di arricchimento del corso d acqua in sostanza organica (alimento per numerosi organismi), di ombreggiamento e miglioramento delle condizioni termiche delle acque, di corridoio ecologico per lo spostamento di specie terrestri. La gestione della vegetazione ripariale deve tenere conto del rischio che il crollo di alberi sradicati nel corso d acqua e il loro trasporto con la corrente possono creare una pericolosa barriera alle acque in corrispondenza di strettoie naturali, ponti o altri ostacoli. Per questo motivo, si deve evitare la presenza di conifere, mentre le latifoglie vanno governate a ceduo dato che i polloni giovani, in particolare se di salici o di pioppo, offrono scarsa resistenza all acqua e al materiale eventualmente trasportato (®info su rete Natura 2000, Direttive Habitat e Uccelli). 1.3.4 Funzione ricreativa. L uso del bosco per la ricreazione è di diverso tipo: dall escursionismo a piedi, di basso impatto, alle attività sportive che richiedono la costruzione di strutture particolari che implicano la distruzione del bosco (piste da sci) o lo sottopongono a una pressione molto intensa (sci fuori pista, campeggi). La pressione è quindi diversa a seconda del tipo di soprassuolo e della stagione in cui esso viene utilizzato per la ricreazione. Nel programmare interventi in boschi soggetti a uso intenso per la ricreazione, è opportuno prendere in considerazione alcuni problemi connessi con la conservazione dei valori biologici e con la realizzazione di una agevole e sicura frequentazione da parte dei visitatori: presenza di specie vegetali e animali rare, specie con fioriture attraenti che diventano oggetto di raccolta e loro vulnerabilità nel caso di frequente presenza di visitatori, possibili danni a uova, nidiacei o cuccioli di animali, degradabilità di habitat particolari (zone umide, stazioni in forte pendenza); conseguenze delle pratiche selvicolturali sulla fruibilità da parte dei visitatori (sicurezza nel corso delle utilizzazioni boschive); tipologia di fruizione ammissibile in relazione al tipo di bosco e alla stagione in cui si verifica la frequentazione del bosco; tipo di strutture da realizzare per il migliore svolgimento dell attività ricreativa prevista (aree di sosta, sentieri, segnaletica) e per il contenimento dell impatto sull ecosistema; rischi per i frequentatori, generati dagli alberi (caduta di rami secchi o di alberi morti) e dalla fauna selvatica (femmine di cinghiali o di cervi con prole, vipere, vespe, api, zecche); raccolta e allontanamento dei rifiuti, evitando che questi vengano usati come cibo dagli animali selvatici, oltre che per ragioni igieniche ed estetiche. F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 18 14/06/18 18:58 a In p r p 1 to z c v P ta ( n n d te s d s g e le r c a te g P c a d d A e fu e o d im L r d a le e

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta