10.3 Leggi dello Stato

F 180 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 10.3 Leggi dello Stato. La Legge forestale del 23 e il suo regolamento d applicazione del 1926 conservano validità per quanto non diversamente disposto dalla normativa regionale o da successive leggi dello Stato; alcune norme hanno ancora efficacia nell attività dell Amministrazione forestale dello Stato. Il titolo I disciplina il vincolo per scopi idrogeologici (art. 1) o per altri scopi (difesa di terreni e fabbricati, condizioni igieniche locali, difesa militare) (art. 17). Detta norme per la trasformazione dei boschi in altre qualità di coltura e dei terreni saldi in terreni soggetti a periodica lavorazione (art. 7), per il governo e l utilizzazione dei soprassuoli boschivi, per le modalità del pascolo e per altri limiti d uso dei terreni vincolati, boscati o meno. Tali limiti sono specificati nelle Prescrizioni di massima e di polizia forestale, determinate per singola provincia o parti di essa (artt. 8-11). Il titolo II disciplina gli interventi di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani, riconoscendone il carattere di opere pubbliche (art. 39) e gli interventi di rimboschimento e ricostituzione dei boschi degradati nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico. Introduce rilevanti istituti, ancora oggi vigenti oppure ripresi da successive normative, fra i quali: l individuazione dei bacini montani (art. 43), la dichiarazione di pubblica utilità delle opere sistematorie (art. 48), l occupazione temporanea dei terreni da rimboschire o rinsaldare (art. 50), l irreversibilità della destinazione forestale dei terreni rimboschiti a carico pubblico, il piano di coltura e di conservazione dei nuovi impianti (art. 54). Il titolo IV sulla gestione delle foreste di proprietà pubblica contiene alcune disposizioni ancora significative per la loro vigenza diretta o perché recepite da successive norme statali o regionali: l obbligo di attenersi alle indicazioni di un piano economico nell utilizzazione del bosco (art. 107 e art. 130), la costituzione di aziende speciali (art. 139) e di consorzi forestali (art. 155) per la gestione dei patrimoni silvo-pastorali dei Comuni e di altri Enti. A seguito della Legge forestale del 23 gran parte dei boschi è stata assoggettata al vincolo idrogeologico e quindi ai limiti d uso che tale vincolo impone. Il d.l. 41-42 del 2004 sancisce che i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento sono considerati beni paesaggistici, soggetti a specifiche disposizioni di tutela (art. 142). Queste vietano l alterazione dello stato dei luoghi e impongono un autorizzazione per realizzare opere che interessino l area forestale (art. 146). I soli interventi non soggetti ad autorizzazione sono quelli necessari alla normale attività agro-silvo-pastorale e quelli consentiti da norme forestali in vigore per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione (art. 149). Come norme d indirizzo, oltre che di principi fondamentali dell ordinamento, operano anche la legge quadro 353 del 2000 in materia di incendi boschivi e il d.l. 227 del 2001 per l orientamento e la modernizzazione del settore forestale. La prima indica alle Regioni i contenuti del piano di previsione, prevenzione e lotta attiva per gli incendi nel bosco (art. 3), con apposite sezioni per le aree protette regionali e statali (art. 8). Il piano specifica i compiti delle diverse strutture, che intervengono nella repressione degli incendi, fra le quali le sale operative unificate permanenti (SOUP) e il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU). F01_11_Legislazione_Forestale.indd 180 5/30/18 8:14 AM s r g s b a tr ( r la s 1 to s le d d ti d ( 1 u F s e p m d r n c D g s p 2 fo 2 d s le n

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta