10.4 Leggi regionali

oa t- di e ni li ti e, noe- ia mni ti oe o t. ei al 2 o eee to - ael a onti CERTIFICAZIONE E LEGISLAZIONE FORESTALE F 181 Le zone, i cui soprassuoli sono stati percorsi dal fuoco, sono censite in apposito catasto e per esse sono previsti particolari divieti riguardanti la loro destinazione d uso, la realizzazione di edifici, strutture e infrastrutture, le attività di rimboschimento e ingegneria ambientale, il pascolo e la caccia (art. 10). Il d.l. 227 pone alcuni obiettivi e obblighi alle Regioni, comprese quelle a statuto speciale, e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, riguardanti: la definizione di bosco (art. 2), la pianificazione forestale nell osservanza degli impegni internazionali assunti dall Italia in materia di biodiversità e sviluppo sostenibile (art. 3), i divieti di trasformazione del bosco (art. 4), di conversione delle fustaie a ceduo e di taglio a raso (art. 6), l obbligo del c.d. rimboschimento compensativo (art. 4), l istituzione dell albo regionale delle imprese forestali (art. 7) e del libro regionale dei boschi da seme (art. 9), la promozione della certificazione dei processi gestionali e produttivi del settore forestale (art. 11). 10.4 Leggi regionali. Le Regioni hanno dato vita a una produzione normativa molto ricca, ma anche molto difforme; alcune di esse hanno intrapreso l elaborazione di testi organici, in forma talvolta di testo unico, che riorganizza tutta la materia, abrogando le leggi precedenti. Tali possono considerarsi le leggi regionali dell Abruzzo (l.r. 3/14), della Campania (l.r. 11/96), del Friuli-Venezia Giulia (l.r. 9/07), del Lazio (l.r. 39/02), della Lombardia (l.r. 27/04), della Sicilia (l.r. 16/96), della Toscana (l.r. 39/00), del Trentino (l.p. 11/07), dell Umbria (l.r. 28/01). Leggi organiche di settore sono ancora quella della Basilicata (l.r. 42/98), della Liguria (l.r. 4/99), delle Marche (l.r. 6/05), del Molise (l.r. 6/00), del Piemonte (l.r. 4/09) e della Provincia autonoma di Bolzano (l.p. 21/96). 10.4.1 Aspetti caratterizzanti. Un esame d insieme della produzione legislativa di ultima generazione mette in luce alcuni temi comuni. Finalità. fatto richiamo alla multifunzionalità del bosco e quindi all insieme di beni e servizi che esso è in grado di fornire: sviluppo dell economia legata alla filiera del legno e degli altri prodotti forestali, difesa idrogeologica, valorizzazione dell ambiente e del paesaggio, promozione dei valori culturali e appagamento dei bisogni ricreativi dell uomo. Le leggi più recenti richiamano alcuni principi della legislazione fondamentale dello Stato sulla difesa del suolo, sullo sviluppo della montagna e sulle aree protette; richiamano altresì le norme comunitarie sullo sviluppo rurale e gli accordi internazionali2 sulla gestione sostenibile, sul mantenimento della diversità biologica, sulla lotta ai cambiamenti climatici indotti dai gas serra. Definizione di bosco. Alla definizione concorrono parametri fisici (estensione e larghezza minime) e parametri fisionomici (copertura o densità, presenza di specie arbustive, ecc.). Per delimitare con maggiore certezza le superfici forestali, sono elencate, per esclusione, quelle che non vi rientrano, pur essendo interessate da specie forestali F 2 Gli accordi fanno riferimento sia ai lavori delle Conferenze ministeriali per la protezione delle foreste in Europa, MCPFE (Strasburgo 1990, Helsinki 1993, Lisbona 1998, Vienna 2003, Varsavia 2007, Oslo 2011, Madrid 2015), imperniati sullo sviluppo e il miglioramento dei criteri e degli indicatori paneuropei per la gestione forestale sostenibile (processo ora noto come Forest Europe), sia alla Convenzione di Rio de Janeiro (1992) sulla biodiversità, ratificata dallo Stato italiano con legge 124/1994, sia al Protocollo di Kyoto (1997), in merito alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ratificato con legge 120/2002. F01_11_Legislazione_Forestale.indd 181 5/30/18 8:14 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta