10.5 Normativa comunitaria

i- o aa e ril e ai in e e ae e- iie nti oo di à, e edi a ao o, ti e CERTIFICAZIONE E LEGISLAZIONE FORESTALE F 183 Altri temi. Altri temi di comune interesse, che ricorrono nelle leggi regionali, sono: la trasformazione del bosco in altre forme d uso del terreno, i tagli boschivi e il taglio colturale, la viabilità forestale, l incentivazione alla selvicoltura, il vivaismo e il materiale forestale di moltiplicazione, i prodotti non legnosi del bosco, la tutela della flora spontanea, degli alberi monumentali, delle piante forestali fuori foresta, della fauna silvana, gli enti competenti e l organizzazione dell amministrazione pubblica forestale, la formazione professionale, l informazione di settore, la vigilanza, il controllo e le sanzioni. 10.5 Normativa comunitaria. Il trattato di Roma (1957) istitutivo della Comunità economica europea e i successivi accordi dell Unione Europea non prevedono espressamente l esistenza di una politica forestale comune; le foreste sono lasciate alla sostanziale competenza nazionale. Di conseguenza gli atti normativi comunitari interessano la materia forestale solo in connessione ad altre politiche dell agricoltura e dell ambiente in primo luogo. Da un embrionale intervento iniziale, volto a promuovere gli impianti arborei in terreni non utilizzati per le produzioni agricole e a difendere i boschi dal fuoco e dall inquinamento atmosferico, l azione dell UE in campo forestale è diventata sempre più articolata e complessa fino a delineare una vera e propria strategia incentrata sulla gestione sostenibile delle foreste, sulla loro multifunzionalità e i servizi ecosistemici, sulla loro capacità di contenimento dei cambiamenti climatici, sul mantenimento e arricchimento della biodiversità che esse esprimono, sullo sviluppo delle imprese del sistema legno (Nuova strategia per le foreste dell Unione Europea, 2015). 10.5.1 Atti normativi caratterizzanti. Gli atti normativi di maggior rilievo riguardano i seguenti settori. Sviluppo rurale. Il più significativo strumento operativo dell azione dell UE in campo forestale è costituito dai regolamenti relativi allo sviluppo rurale, che si sono susseguiti nel tempo a partire dal 1999, fino al più recente reg. 1305 del 2013, riferito al periodo di programmazione 2014-2020. Le misure incentivanti riguardano, fra l altro, la forestazione, l imboschimento, l allestimento di sistemi agroforestali, la prevenzione dei danni alle foreste (incendi, calamità naturali, catastrofi) e il ripristino delle foreste danneggiate, l aumento della resilienza e del pregio ambientale degli ecosistemi forestali, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti forestali. Protezione delle foreste. Disseminate finora in vari atti finalizzati alla protezione dell ambiente, le azioni comunitarie per la difesa del bosco trovano attualmente un significativo sostegno nell ultimo regolamento per l attuazione del programma LIFE nel periodo 2014-2020 (reg. 1293 del 2013). Vi sono indicati, tra le priorità tematiche del sottoprogramma Ambiente , l uso efficiente delle foreste e, in particolare, l attività per sistemi di monitoraggio e d informazione forestale, e per la prevenzione degli incendi boschivi. Materiale forestale di moltiplicazione. Il controllo sulla diffusione delle specie arboree forestali è oggetto della direttiva 105 del 1999 del Consiglio dell UE. Riguarda la commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, necessari alla propagazione di specie o ibridi utilizzati negli impianti forestali: semi, piantine, talee o altre parti di pianta. La direttiva è stata recepita con d.l. 386 del 2003, che provvede a regolamentare la produzione e la commercializzazione di tale materiale, classificandolo, secondo una scala di requisiti sempre più elevati, in identificato alla fonte, selezionato, qualificato e controllato (art. 2). I materiali di base da cui provengono quelli di moltiplicazione, cioè specifici alberi, soprassuoli, arboreti o cloni, sono iscritti in registri ufficiali delle singole Regioni e Province autonome, premessa per la compilazione del Registro nazionale dei materiali di base (art. 10). F01_11_Legislazione_Forestale.indd 183 F 5/30/18 8:14 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta