11. Tecnologia del legno

F 184 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Per la produzione, la conservazione, il commercio e la distribuzione del materiale di moltiplicazione è necessaria l apposita licenza (art. 4); la sua provenienza o identità clonale deve essere certificata da organismi ufficiali (art. 6). Contrasto all illegalità. Il reg. 2173 del 2005 e il reg. 995 del 2010 costituiscono due momenti d attuazione del Piano di azione FLEGT UE del 2003 (Forest Law Enforcement, Governance and Trade), volto a contrastare le forme di illegalità nel taglio, nella trasformazione, nel trasporto e nel commercio del legname. Il primo regolamento istituisce un sistema di licenze per le importazioni di legname nella Comunità europea; il secondo stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati, ora tenuti a un sistema di dovuta diligenza . F.1 11. Tecnologia del legno 11.1 Struttura del legno. Il legno è un tessuto vegetale formante il fusto, i rami e le radici delle piante arboree. prodotto dal cambio mediante la sovrapposizione, sotto la corteccia, di strati successivi di cellule lignificate generalmente allungate, disposte di norma in direzione parallela rispetto all asse della pianta. Tali caratteristiche generali sono praticamente comuni a tutte le specie appartenenti ai gruppi botanici delle gimnosperme (conifere) e delle angiosperme dicotiledoni (latifoglie). Le cellule variano comunque di forma, dimensione e disposizione a seconda della specie legnosa e del periodo di formazione; il legno è costituito, anche quando l albero è in vita, prevalentemente da cellule morte, pur appartenendo a tessuti che nel loro insieme svolgono funzioni di sostegno, conduzione, accumulo e secrezione. Nelle conifere un unico tipo di cellule, dette tracheidi, svolge le due funzioni di sostegno e conduzione e, per questo, il loro legno viene detto omoxilo. Al contrario, nelle latifoglie esistono tessuti differenziati per le due funzioni con fibre (cellule adibite al sostegno) e vasi, detti anche pori (cellule adibite alla conduzione) a formare un legno denominato eteroxilo. Sia per le conifere che per le latifoglie le funzioni di accumulo e di secrezione vengono svolte separatamente da tessuti specializzati formati rispettivamente da cellule parenchimatiche e da cellule secretrici (a costituire canali resiniferi, laticiferi, ecc.). Nei paesi a clima temperato, come l Italia, la produzione di nuovo legno si interrompe durante l inverno per poi riprendere a primavera. In questa stagione le nuove cellule sono più grandi e formano il cosiddetto legno primaverile o primaticcio; nel periodo estate-autunno, al contrario, viene prodotto il legno autunnale o tardivo, costituito da cellule più piccole, ma con pareti cellulari più spesse che conferiscono al legno una tonalità più scura. Il contrasto di colore che si ripete ogni anno mette in evidenza gli anelli di accrescimento che, se analizzati su una sezione in corrispondenza della base di una pianta, possono dare indicazioni circa l età della pianta stessa. Ciò non vale rigorosamente per le piante tropicali in quanto, cresciute in zone prive di stagione invernale, l incremento legnoso non si interrompe bruscamente e di conseguenza gli anelli, quando sono visibili, non indicano necessariamente una crescita annuale. Alcune latifoglie temperate, come le Querce caducifoglie, il Castagno, il Frassino, presentano la caratteristica di produrre, in corrispondenza dell inizio di ogni stagione vegetativa, vasi di dimensioni molto grandi e disposti in maniera da formare un anello poroso visibile a occhio nudo. Il legno di tali specie viene detto a porosità anulare per differenziarlo da quello denominato a porosità diffusa, in cui le dimensioni tra i vasi prodotti in primavera e in autunno, pur decrescendo, non differiscono così marcatamente. F01_12_Tecnologia_Legno.indd 184 5/30/18 8:15 AM d ta g a c s 1 s c è Q lu c fe la z s p d b r p la d N ( e e c b c c tr a n c g

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta