11.3 Relazioni legno-acqua

F 186 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE caratteristiche meccaniche, quando è inclinata. Inoltre, qualora non sia diritta, può produrre effetti negativi nei rapporti legno-acqua menzionati più avanti; tessitura, detta anche grana, che indica la dimensione delle cellule. La tessitura può essere fine, con cellule piccole e disposte regolarmente come nel caso dell acero, grossolana, con cellule molto grandi adiacenti ad altre di dimensioni molto ridotte come nel legno di quercia. La tessitura è importante perché è da mettere in relazione alle lavorazioni eseguibili e alla qualità delle superfici che si possono ottenere; sono inoltre da considerare i suoi effetti sul prodotto finito, quando al legno vengono applicate altre sostanze quali colle e vernici; venatura (o disegno), talvolta identificata con i termini fibra o vena , che individua l effetto figurativo sulle superfici longitudinali dovuto al contrasto di colore degli anelli annuali. La venatura quindi rappresenta solo una caratteristica estetica e, anche se spesso è confusa con la fibratura, non ha effetti sul comportamento fisicomeccanico del materiale. Nel legno possono essere identificate tre direzioni anatomiche fondamentali: direzione longitudinale o assiale, coincidente con l andamento generale della fibratura; T R direzione radiale, perpendicolare alla direzione longitudinale e che interseca gli anelli di accrescimento annuale formando un angolo retto; direzione tangenziale, perpendicolare alla longitudinale e tangente agli anelli di accrescimento annuale. Tutte le proprietà del legno variano sensibilmente con la direzione anatomica e i differenti comportamenti sono sempre da mettere in reL lazione con questa realtà. Ogni specie legnosa ha una propria identità strutturale, in termini di dimensioni, disposizione, presenza/assenza di caratteri anatomici e ciò è utilizzato per la sua identificazione: talvolta basta la semplice osservazione a occhio FIG. 1.20 Direzioni anatomiche fondamentali del legno: tangenziale; nudo o con una lente (10-20 ingrandimenti); T:R: direzione direzione radiale; L: direzione longitudinale o assiale. più spesso occorre un esame microscopico. 11.3 Relazioni legno-acqua. L acqua è uno dei principali fattori che influenzano il comportamento del materiale legno. L umidità del legno è definita dal rapporto percentuale tra il peso dell acqua contenuta in un qualsiasi pezzo di legno e il peso allo stato anidro di quest ultimo secondo la formula: u5 1 p 2 p0 2 p0 # 100 [%] z n p r tr d fu p le m r e m s le c u d a le d g d c te dove: p 5 peso umido; p0 5 peso anidro. Quando l albero è in vita o appena abbattuto può contenere, a seconda della specie legnosa, dell ambiente di crescita e della stagione, dal 50% al 300% circa di umidità. Di questa grande quantità di acqua, parte è contenuta nei lumi cellulari, parte è legata F01_12_Tecnologia_Legno.indd 186 c lu v fu s r d u p q 5/30/18 8:15 AM m li s

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta