1.9 Sequoie

ALE nm a. r e a la; n e ia o, aa. li co e i. ae a al a a a ia a e li e e i. o c. i, nti el a CONIFERE F 209 di 9-12 cm riuniti in fascetti di 3, coni aggregati ovoidali, con squame leggermente carenate, lunghi 5-10 cm e piccolo seme nerastro alato a elevata facoltà germinativa. Possiede la facoltà di emettere, dopo il taglio, numerosi polloni dal ceppo e dalle radici. Pino silvestre (Pinus sylvestris L.). Conifera presente in tutto il continente europeo. In Italia è diffuso soprattutto nel Trentino e in Alto Adige, dove vive sovente in mescolanza con le altre conifere d alta montagna e talvolta anche con il faggio. Lo si incontra anche nell Appennino ligure-emiliano e nelle brughiere lombarde. Può raggiungere l altezza di 50 m, ha fusto diritto poco rastremato, chioma rada e leggera color verde canarino, corteccia giallo-rossastra nelle piante giovani e nelle parti superiori di quelle adulte, aghi contorti a spirale binati di 4-6 cm, strobili simili a quelli del Pinus nigra, lunghi 3-7 cm, brevemente peduncolati, a maturazione biennale e piccoli semi alati nerastri simili a quelli dell abete rosso. Per formare 1 kg occorrono 130-140 mila semi; potere germinativo 60-80%; durata facoltà germinativa 2-3 anni. Il legno è ad anelli ben distinti, l alburno è bianco giallognolo e il durame bruno rossastro; è resinoso, resistente, duraturo, elastico e piuttosto pesante (p. sp. medio 0,88 fresco, 0,55 stagionato e 0,48 secco); si presta bene per mobili, serramenti, travature, puntellame, ecc. Pianta microterma, vegeta normalmente nel Picetum, penetra tuttavia nel Fagetum e anche nel Castanetum, dimostrando grande plasticità. Lucivago, frugale e relativamente xerofilo, si adatta ai terreni di qualsiasi natura, compresi quelli a reazione acida. Resistente alle avversità climatiche, è invece molto attaccato dai parassiti animali fra i quali: Thaumetopoea pityocampa (Processionaria), Evetria buoliana, Evetria resinella, Tomicus piniperda e Pissodes castaneus. I parassiti vegetali sono Peridermium cornui, Agaricus melleus, Trametes radiciperda e Melampsora pinitorqua. Pino strobo (Pinus strobus L.). Originario dell America nord-orientale, è stato coltivato in alcune zone dell Italia settentrionale. Pianta di notevole statura, ha fusto slanciato, aghi esili penduli, finemente dentati, lunghi 8-10 cm, riuniti in fascetti di 5 strobili a maturazione biennale, peduncolati e ricurvi, lunghi 8-15 cm e seme piccolo (5-8 mm) lungamente alato. Il legno è tenero, omogeneo, leggero (p. sp. 0,35-0,40 stagionato) con alburno sottile biancastro e durame bruno rossastro adatto per infissi, rivestimenti interni, pavimenti, modelli, ecc.; trova impiego nelle industrie della carta e della cellulosa. Specie plastica microterma e moderatamente ombrivaga, vegeta nel Fagetum con trasgressioni nel Picetum e nel Castanetum. Frugale e igrofilo, non disdegna i terreni poco fertili e superficiali a reazione acida, compresi quelli sortumosi. Rifugge dalle stazioni calcaree e argillose. Freddo, neve, ghiaccio e temperature elevate, non lo danneggiano. invece gravemente insidiato dal Cronartium ribicola (Peridermium strobi ), i cui attacchi provocano la ruggine vescicolosa . F 1.9 Sequoie Sequoia gigantesca (Sequoia gigantea Lindl. Wellingtonia gigantea Lindl.). Ori- ginaria della California rientra nel ristretto gruppo dei giganti del mondo vegetale. Ha portamento maestoso, chioma piramidale, tronco rastremato, corteccia spessa e spugnosa, foglie lanceolate squamiformi, di consistenza carnosa lunghe 2-6 mm, strobili ovoidali di 4-7 cm, lungamente persistenti sull albero e piccoli semi giallastri. Il legno è leggero, fragile e molto durevole. Vegeta nel Lauretum e nel Castanetum. Pur essendo frugale, predilige i terreni freschi e profondi. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 209 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta