2.6 Carpini

ALE ee i5 io o e . ipdi o e i, a oa e, o le a ni a e o. ie r o. ta. nà: a e, LATIFOGLIE F 213 la betulla vegeta nei terreni sciolti e freschi dal Castanetum fino al Picetum. Albero di media statura (20-25 m), ha fusto regolare, corteccia sottile bianco-argentea, chioma leggera, rami secondari penduli, foglie piccole, romboidali, acuminate, doppiamente seghettate, infruttescenza strobiliforme, frutti a squame ciliate e seme (achenio) minutissimo provvisto d ala. Un kg contiene 1,5-2 milioni di semi puliti; potere germinativo 30-40%; durata facoltà germinativa 5-6 settimane. Il legno è bianco rosato, omogeneo, elastico, pesante (p. sp. 0,95 fresco, 0,63 stagionato), resistente, ma non molto durevole; è adatto per mobili, compensati, zoccoli, ecc. Avida di luce, igrofila, microterma e frugale, predilige i luoghi aperti e i terreni sciolti a reazione acida. Può essere governata sia a ceduo sia a fustaia. Vegeta con notevole vigore realizzando incrementi medi di 3-5 m3 per ha/anno. Si rinnova naturalmente per seme con grande facilità. Resistentissima alle avversità climatiche, è invece attaccata da diversi parassiti animali e vegetali; le conseguenze non sono gravi. 2.6 Carpini Carpinella (Carpinus orientalis Mill. 5 C. duinensis Scop.). Alberello di 4-5 m; si dif- ferenzia dagli altri Carpini per avere le foglie più piccole, l infruttescenza con brattee fruttifere irregolarmente dentate e seme di minori dimensioni. spontaneo in Istria e nell Italia centro-meridionale. Vegeta dal mare fino al Castanetum. Carpino bianco (Carpinus betulus L.). Spontaneo in tutta la penisola dalla zona del Castagno a quella del Faggio, manca nelle isole. Pianta di media statura (10-12 m), ha tronco scanalato, corteccia bianco-cinerina, foglie alterne ovato-oblunghe acuminate, doppiamente seghettate, cuoriformi alla base, un po ondulate e bollose, infruttescenza a grappoli penduli con brattee trilobe e seme (achenio) verdiccio a pericarpo legnoso. Un kg contiene 25-30 mila semi puliti; potere germinativo 50-60%; durata della facoltà germinativa 24 mesi. Il legno è biancastro, indifferenziato, omogeneo, pesante (p. sp. 1,00 fresco, 0,80 stagionato), a fibra contorta e poco durevole se esposto all umido; serve per manici, attrezzi agricoli, ruote, pezzi per macchine, navette, ecc.; è un ottimo combustibile. Dotato di alta capacità pollonifera, può essere governato tanto a ceduo che a fustaia. Si riproduce per seme. Carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.). Diffuso in tutta Italia non oltre il Castanetum, è pianta di media statura (15-20 m). Ha tronco non scanalato, foglie poco ondulate, provviste nella pagina inferiore verso l esterno, di nervature terziarie, nel paio inferiore delle nervature secondarie; infruttescenza bianchiccia con brattee saldate a guisa di strobilo, formanti una vescichetta chiusa e un piccolo seme liscio pallido (4-5 mm). Un kg contiene 130-200 mila semi; potere germinativo 25-30%; durata della facoltà germinativa 24 mesi. Il legno è rosso-bruno, compatto, omogeneo e pesante (p. sp. 1,05 fresco, 0,82 stagionato). Frugalissimo, è diffuso su terreni poveri e superficiali di natura calcarea. F 2.7 Carrubo (Ceratonia siliqua L.). Caratteristica leguminosa mediterranea, vegeta sporadicamente allo stato spontaneo nell Italia meridionale e specialmente in Sicilia. Albero tozzo di 8-10 m, ha chioma densa espansa, tronco robusto scanalato, foglie persistenti composte, paripennate a 2-5 paia di foglioline coriacee lucide sopra, frutto (legume) indeiscente falcato a suture ingrossate, lungo 10-20 cm, a mesocarpo carnoso dolciastro e piccolo seme ovale bruno. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 213 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta