2.9 Cerro

ALE rra t- o ro. a a, ca i, e o a naa cae a a 0 e, li, rui o e, e, oe r o ). LATIFOGLIE F 215 2.9 Cerro (Quercus cerris L.). Proviene dall Oriente ed è largamente diffuso nell Appennino centro-meridionale; allo stato spontaneo vegeta nel Castanetum, con trasgressioni nel soprastante Fagetum e in basso nel Lauretum. Albero a fusto diritto e slanciato, ha foglie oblunghe, strette alla base con lobi profondi e ghianda a maturazione biennale bislunga, con cupola provvista di squame che si allungano in filamenti. Un kg contiene 150-250 ghiande con potere germinativo non superiore al 60-70%; la durata della facoltà germinativa è di 4-5 mesi. Vegeta bene in qualunque terreno purché non calcareo. Può essere governato tanto a ceduo che a fustaia. Ha legno bruno rossiccio pesante (p. sp. 1,10 allo stato fresco, 0,90 stagionato all aria e 0,82 secco), con anelli ben distinti e raggi midollari rettilinei; ottimo come combustibile, è invece poco pregiato per assortimenti da lavoro. La corteccia costituisce un ottimo materiale conciante. Per l alimentazione dei suini, la ghianda non è molto apprezzata perché amarognola. L impianto dei cedui e delle fustaie avviene più per semina diretta che per piantagione. La semina a spaglio su terreno sommariamente lavorato richiede 500-600 kg/ha di ghianda. Per la piantagione s impiegano trapianti di 3 anni (ls 1 2t ). Quasi del tutto resistente all oidio (Erysiphe alphitoides), è invece danneggiato, talvolta gravemente, da alcuni parassiti animali, specialmente dalla Hybernia defoliaria e dalla Tortrix viridana. F 2.10 Ciavardello (Sorbus torminalis Crantz.). Spontaneo nelle formazioni boschive del Lauretum e del Castanetum, ha foglie lobate a margini seghettati, lungamente picciolate, color verde lucente sopra e verde opaco sotto; fiori bianchi riuniti in corimbi e frutto mangereccio ellittico color bruno, del diametro di 10-15 mm. Albero di piccole dimensioni, produce legno duro, omogeneo, suscettibile di bel pulimento, idoneo per lavori di tornio, incisione e per strumenti musicali. I frutti, molto appetiti dagli uccelli, si prestano alla distillazione. 2.11 Ciliegio montano o selvatico (Prunus avium L.). Originario dell Asia Minore. Albero di bell aspetto, alto 15-25 m, ha fusto diritto, corteccia di consistenza coriacea, ritidoma che si fende in strisce trasversali, foglie alterne ovate, doppiamente dentate, lunghe 6-15 cm, fiori bianchi e frutto (drupa) rotondo rosso scuro. Il legno ha l alburno chiaro e il durame rosso lucente; è duro, pesante (p. sp. 0,90 fresco, 0,60 stagionato e 0,55 secco), facilmente imbarcabile; è molto ricercato per mobili, strumenti musicali e piccoli oggetti lavorati. Amante della luce, può essere coltivato a gruppi nelle fustaie di latifoglie e allo stato isolato nei cedui in funzione di matricina. Vegeta nel Castanetum e nel Fagetum. Si riproduce bene per seme e può essere moltiplicato per polloni. molto resistente alle cause nemiche. 2.12 Citiso alpino (Cytisus alpinus Mill.). Più resistente ai freddi del maggiociondolo, vegeta nel Picetum. Nelle Alpi e nella regione prealpina raggiunge le altitudini più elevate, dove si accompagna ai tipici rappresentanti della flora microterma. Tollerante dell ombra, vive sotto la copertura delle conifere d alta montagna e, talvolta, del faggio. Si differenzia dal maggiociondolo per avere le foglioline un po attenuate all apice, i fiori più piccoli con vessillo senza macchie porporine e il frutto (legume) sempre glabro. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 215 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta