2.24 Nocciolo

F 220 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - ELEMENTI DI BOTANICA E SELVICOLTURA SPECIALE macchie porporine, riuniti in racemi allungati penduli, frutto (legume) lungo 5-6 cm, e semi bruno-compressi, che conservano a lungo la facoltà germinativa. Fioritura in maggio. Lucivago e non troppo esigente, predilige i terreni calcarei non troppo umidi. Il legno è ad anelli ben distinti, duro, pesante (p. sp. 1,00 fresco, 0,70 stagionato) durevole, di color rosso bruno. 2.24 Nocciolo (Corylus avellana L.). Cupolifera spontanea dal freddo Lauretum fino al Fagetum. Alberetto socievole, a bassa ramificazione, è presente nei cedui di montagna in fase regressiva e nei pascoli permanenti. Fornisce un legno simile a quello dei carpini piuttosto pesante (p. sp. 0,92 fresco e 0,67 stagionato) che, in passato, veniva trasformato in carbone per fabbricare polvere pirica e carboncini da disegno. Pianta acidofila o neutrofila, relativamente frugale, richiede terreni preferibilmente sciolti. Dotato di discreta facoltà di riproduzione agamica, emette polloni tanto dal ceppo quanto dalle radici. Si rinnova per via sessuale con facilità. 2.25 Noci Noce comune (Juglans regia L.). Originario dell Asia centro-occidentale, è largamente 0 z a g r a g d u c O d C g I coltivato nelle stazioni fresche e fertili del Lauretum e del Castanetum, tanto per la produzione del frutto che per quella del legno. Unico rappresentante europeo della famiglia delle Juglandaceae, è albero di notevoli dimensioni; ha fusto diritto e vigoroso, corteccia fessurata longitudinalmente, foglie composte imparipennate con 5-9 foglioline intere e frutto (noce) globoso, con epicarpo carnoso comunemente chiamato mallo ed endocarpo osseo. Il seme (gheriglio) è diviso in 4 lobi rugosi irregolari. La maturazione del frutto avviene in 5-6 mesi. Fornisce legno di qualità eccellente, duro, pesante (p. sp. 0,93 fresco, 0,70 stagionato, 0,65 secco), di facile lavorazione, ottimo per mobili, cornici, rivestimenti e compensati. Specie sporadica, amante della luce ed esigente, va coltivata isolatamente o a gruppi nei terreni migliori. Noce nero (Juglans nigra L.). Originario dell America boreale, trova l optimum vegetativo nel freddo Lauretum e nel Castanetum. Albero di grandi dimensioni, ha fusto diritto e cilindrico, foglie composte imparipennate, lunghe 30-60 cm con 13-23 foglioline opposte ovato-lanceolate, frutto globoso piriforme con mallo spesso e seme piccolo dolciastro. Fruttifica ogni anno con abbondanza. Produce legno scuro di ottima qualità, compatto, pesante (p. sp. 0,60 stagionato), di facile lavorazione; serve per mobili, impiallacciature e usi fini. Lucivago ed esigente, gli si addicono i terreni fertili e freschi, preferibilmente a reazione acida. Cresce più vigoroso del noce comune e delle altre latifoglie sporadiche a legno pregiato. Resiste all attacco dei parassiti animali e vegetali e non va soggetto, come il noce comune, al marciume radicale. O 2.26 Olmi O Olmo campestre (Ulmus minor Miller, già Ulmus campestris L.). Pianta ubiquitaria, vive sporadico nelle stazioni fresche e fertili del freddo Lauretum e del Castanetum in consociazione con le querce caducifoglie e, talvolta, anche con il faggio. Albero longevo, ha fusto eretto, ritidoma profondamente fessurato in senso longitudinale, foglie caduche distiche asimmetriche alla base, seghettate, ovato-acute, scabre sopra e glabre sotto, e frutto (samara) con ala avvolgente smarginata. Un kg contiene 120-150 mila semi; germinabilità 25-30%; durata facoltà germinativa 2-3 settimane. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 220 5/30/18 8:17 AM a s r c 2 O c d a s n fr O p s fo p s e fa le h c d p c

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta