2.27 Ontani

ALE m, n i) m di lo, o. e al e a a o9 ai. e, e, a eo oe te ni uti a, m o e, oe LATIFOGLIE F 221 La fruttificazione si ha in maggio. Produce legno tenace, pesante (p. sp. 1,00 fresco; 0,60 stagionato), con alburno bianco giallastro e durame rosso bruno molto apprezzato dal mobiliere, carrozziere, tornitore, ecc.; l agricoltore se ne serve per fabbricare attrezzi vari; resiste bene sott acqua e assume bel pulimento. Poco lucivago ed esigente, gli si addicono i terreni freschi, fertili e profondi, anche a fondo argilloso. Si riproduce per seme, polloni radicati e per innesto. La sua importanza, dopo la nuova apparizione della grafiosi (Ophiostoma novo-ulmi), alla quale si deve la distruzione di gran parte del patrimonio olmicolo, è molto scaduta. danneggiato, oltre che da Ophiostoma e dalla variante più aggressiva novo-ulmi, da Microsphaera penicillata (5 Microsphaera alni, mal bianco) e da Mycosphaerella ulmi, che attacca le foglie. Fra i parassiti animali vi sono: Zeuzera pyrina, Cossus cossus, Galerucella (Xanthogaleruca) luteola, ecc. Olmo montano (Ulmus glabra Huds. 5 U. montana Stokes in With.). Vegeta sporadico nei boschi delle Alpi e dell Appennino centro-settentrionale che rientrano nel Castanetum e nel Fagetum. Differisce dal precedente per la minore statura, la maggiore ampiezza delle foglie e perché il frutto ha il seme al centro dell ala avvolgente. Il legno non è molto pregiato. Olmo siberiano (Ulmus pumila L.). Introdotto in Italia 40 anni fa perché resistente alla Ophiostoma ulmi (grafiosi), si differenzia dall olmo campestre perché di minore statura, per le foglie più piccole, e per altri caratteri. Gli si addicono le stazioni che rientrano nel Lauretum e nel Castanetum. Non è molto esigente. In gioventù cresce con grande vigore. Attecchisce con facilità. F 2.27 Ontani Ontano bianco (Alnus incana Vill.). diffuso nell arco alpino e nell Appennino centrale. Vegeta nel freddo Castanetum, nel Fagetum e nel caldo Picetum. Albero di modeste dimensioni, ha fusto con corteccia lucente grigio-chiara, foglie oblungoacuminate, doppiamente dentate, biancastre nella pagina inferiore, amenti fruttiferi sessili e seme con alette. Un kg contiene oltre 1 milione di semi, la cui germinabilità, non superiore al 25-30 %, dura 10-12 mesi. Produce legno bianco, leggero (p. sp. 0,84 fresco, 0,52 stagionato, 0,48 secco), idoneo per imballaggi e piccoli lavori. Ontano napoletano (Alnus cordata Desf.). diffuso quasi esclusivamente nell Appennino campano-lucano-calabrese nelle zone del Castanetum e del Fagetum. Albero socievole di notevoli dimensioni, ha fusto diritto, foglie cuoriformi, amenti fruttiferi a forma di strobilo grosso come una piccola noce e seme (achenio) alato, minutissimo; potere germinativo 25-30%. Fornisce legno leggero (p. sp. 0,53 stagionato) rosso scuro, facilmente lavorabile, idoneo per zoccoli, seggiole, imballaggi, ecc. Dotato di elevata facoltà pollonifera, può essere governato a ceduo e a fustaia. Nelle stazioni favorevoli cresce con grande vigore. poco esigente e xerofilo. Ontano nero (Alnus glutinosa Vill.). Diffuso in tutto il continente europeo, vegeta nelle stazioni umide e lungo i corsi di acqua che rientrano nel Lauretum e nel Castanetum. presente tanto nell Italia continentale che nelle isole. Albero di cospicue dimensioni, ha fusto indiviso, foglie ottuse viscose da giovani, amenti fruttiferi (coni) piuttosto piccoli e seme senz ala. Un kg contiene 700-800 mila semi; germinabilità 25-30%; durata della facoltà germinativa 10-12 mesi. Fornisce legno indifferenziato bianco dapprima, poi rossastro, leggero (p. sp. 0,86 fresco, 0,56 stagionato e 0,52 secco), usato per rocchetti, zoccoli, sedie, ecc.; è resistentissimo sott acqua e cresce con grande vigore. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 221 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta