2.28 Orniello o Ornello, Frassino minore

F 222 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - ELEMENTI DI BOTANICA E SELVICOLTURA SPECIALE Ontano verde (Alnus viridis L.). presente sulle Alpi nel Picetum e nell Alpinetum, dove colonizza i terreni più degradati. Arbusto cespuglioso, ha foglie ovali acute e seme alato. Specie microterma, ossifila e igrofita, si associa sovente al rododendro ferrugineo. elemento prezioso in alta montagna per l azione protettrice e fertilizzante. 2.28 Orniello o Ornello, Frassino minore (Fraxinus ornus L.). diffusissimo in Italia nei boschi del Lauretum e del Castanetum, associato al carpino nero, al leccio, alla roverella, al corbezzolo, al cerro, ecc. Alberetto, talvolta albero di 10-15 m, ha fusto tortuoso, gemme fogliari grosse, brunastre, foglie composte imparipennate con 2-3 paia di foglioline opposte, ottusamente dentate, e frutto (samara) bislungo alato. Specie xerofila e poco esigente. Un kg contiene 30-40 mila semi puliti; potere germinativo 40-50%; durata facoltà germinativa 24-36 mesi. Il legno è biancastro, resistente, elastico, pesante (p. sp. 0,92 fresco, 0,70 stagionato). Dotato di elevata capacità pollonifera, si presta bene al governo a ceduo. In Sicilia, la var. rotundifolia viene coltivata per la produzione della manna. 2.29 Pioppi. Il gen. Populus, appartenente alla fam. delle Salicaceae, comprende numerosissime specie, il cui areale abbraccia un territorio che, dalle regioni temperato-calde, si spinge fino al circolo polare artico. Sono presenti in Italia, allo stato spontaneo dal Lauretum fino al Fagetum, il P. alba L., il P. nigra L. con le var. italica Du Roi (sin. var. pyramidalis Roz.) e neapolitana Ten., e il P. tremula L. Hanno rilevanza alcuni pioppi nordamericani delle sezioni: Albidae (P. alba), Aigeiros (P. Nigra, P. deltoides) e Tacamahaca (P. maximowiczii ). Per la pioppicoltura nel nostro Paese sono di notevole importanza i cloni derivati da ibridi ottenuti da P. nigra e il P. deltoides (P. xeuroamericana) (®Vivaistica forestale e rimboschimenti). 2.30 Platani Platano occidentale (Platanus occidentalis L.). Originario dell America del Nord, è chiamato anche Platano americano. Differisce dal Platano orientale per avere le foglie a 3-5 lobi poco marcati, le infruttescenze a capolino solitarie e gli acheni sormontati da un breve stilo. coltivato esclusivamente a scopo ornamentale. Platano orientale (Platanus orientalis L.). Originario del Mediterraneo orientale, può essere considerato indigeno in alcuni settori dell Italia meridionale e della Sicilia. Grande albero (40 m), ha tronco rastremato, corteccia bianco-giallognola che si distacca in sottili placche irregolari, foglie grandi palmate a 5 lobi, frutti riuniti in capolini sferici e seme piccolissimo, la cui facoltà germinativa dura 2 anni. Il legno, differenziato, pesante (p. sp. 1,00 fresco, 0,67 stagionato, 0,62 secco) e poco duraturo, serve per mobili, compensati, forme, ecc. Vegeta dal Lauretum fino al Castanetum incluso. Lucivago ed esigente, richiede di essere coltivato in terreni fertili e freschi, preferibilmente di origine alluvionale. Cresce con grande vigore. 2.31 Querce Quercia rossa (Quercus borealis Michx. 5 Q. rubra L.). Originaria dell America bo- reale, è ormai naturalizzata in Europa. In Italia si è affermata come una delle latifoglie più preziose per il miglioramento della produzione legnosa di pregio. Albero maestoso, ha fusto diritto, foglie caduche lunghe 12-20 cm con lobi non molto profondi, picciolate, a lamina sottile verde d estate e rossa d autunno, e ghiande a maturazione biennale, tozze, con cupola a scaglie fini. La fruttificazione è frequente e abbondante. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 222 5/30/18 8:17 AM fr r p c d m Q s A s t n S 2 r r r 9 fr p d e p c p r fu a in 2 fu C C lu a a m ( p fr t la d

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta