2.32 Robinia

ALE m, e r- o cm, e o eo, a a e aaoi ni ) di s è e ti ò e n ci o, r o. l- oe ei, e e. LATIFOGLIE F 223 stata diffusa e talvolta si è naturalizzata in diverse località situate nella sottozona fredda del Lauretum e nel Castanetum. Non molto lucivaga, ma piuttosto esigente, richiede terreni di buona qualità abbastanza freschi, anche se a reazione acida. Si presta tanto al governo a ceduo che a fustaia. Vegeta con grande vigore fino a 50 anni circa: successivamente l incremento si attenua. Fornisce legno di ottima qualità, mediamente pesante (p. sp. 0,65-0,70 stagionato), lavorabile con facilità, impiegato per mobili, compensati, rivestimenti, parquets, ecc. Quercia spinosa (Quercus coccifera L.). Specie mediterranea, in Italia vegeta allo stato spontaneo quasi esclusivamente in Puglia, nelle isole e nella Venezia Giulia. Alberetto a fusto contorto, ha piccole foglie persistenti coriacee, glabre, ovali, quasi sempre dentate, e ghiande a maturazione biennale con cupola a squame pubescenti. Eliofila, xerofila e frugale, vegeta nei terreni calcarei, poverissimi del Lauretum. dotata di grande capacità pollonifera. Fornisce legno pesante, compatto e omogeneo (per le altre querce ®Cerro, Farnetto, Farnia, Fragno, Leccio, Rovere, Roverella, Sughera, Vallonea). 2.32 Robinia (Robinia pseudoacacia L.). Leguminosa originaria dell America boreale e ormai naturalizzata in tutto il continente europeo, vegeta nelle zone del Lauretum e del Castanetum. Albero di dimensioni medie, ha fusto slanciato, corteccia rugosa fessurata in senso longitudinale, foglie composte, alterne, imparipennate, con 9-21 foglioline opposte a margine intero, fiori bianchi profumati riuniti in racemi, e frutto (legume) deiscente a maturità, piano, coriaceo, glabro, lungo 5-10 cm, e seme piccolo reniforme, nerastro, avente un potere germinativo del 70-80%. Produce legno differenziato, duro, bruno giallastro, pesante (p. sp. 0,93 fresco e 0,75 stagionato), elastico, di grande resistenza e durata anche sott acqua, ottimo per pali, stanghe, puntoni da miniera, mobili e come combustibile. Lucivaga, frugale e alquanto delicata, predilige le esposizioni calde e soleggiate; si accontenta dei terreni meno fertili purché sciolti, mentre rifugge da quelli compatti. In possesso di un elevato potere di riproduzione agamica, si presta ottimamente al governo a ceduo; se allevata ad alto fusto, fornisce assortimenti da lavoro di pregio particolare. Quando viene sottoposta a ceduazione, emette polloni tanto dal ceppo che dalle radici e quindi può divenire infestante. F 2.33 Rovere (Quercus petraea Mattuschka). Dopo la farnia, è la quercia più diffusa in Europa. In Italia vive più o meno sporadicamente nei boschi di latifoglie del Castanetum e, talvolta, anche nel Fagetum lungo la dorsale appenninica, fino alla Calabria. Pianta di grandi dimensioni, ha fusto eretto, ma un po tozzo, foglie caduche lungamente picciolate con la massima larghezza verso la metà del lembo e ghianda a maturazione annuale, non striata longitudinalmente, sessile con cupola a squame allungate. Un kg contiene 250-350 ghiande; potere germinativo 60-70%; facoltà germinativa 4-5 mesi. Fornisce legno di qualità superiore, duro, omogeneo e pesante (p. sp. 1,05 fresco, 0,76 stagionato e 0,67 secco), di facile lavorazione, molto usato per mobili, parquets, rifiniture, ecc. Lucivaga, mesofila ed esigente, richiede stazioni piuttosto piovose e terreni fertili, freschi e filtranti. Può essere governata tanto a ceduo che a fustaia. La ghianda è molto appetita dai suini. La corteccia dei polloni, ricca di tannino, può essere usata per la concia delle pelli. Soggetta al mal bianco (Microsphaera alphitoides) e all attacco di numerosi parassiti. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 223 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta