2.36 Siliquastro

ALE re o, a a, a a e ue. di a. ea ere ca e a L. L. di ao. si é à a aa oo, br ni e i, a, LATIFOGLIE F 225 Per il consolidamento dei versanti franosi e per la formazione di graticciate e cordonate viventi, le specie più indicate sono: S. triandra, S. viminalis, S. incana, S. alba, ecc. Soggetti alle gelate precoci e tardive e all attacco di parassiti animali e vegetali. Fra i primi vi sono alcuni afidi la cui azione favorisce la fumaggine: Rhabdophaga saliciperda, Earias chlorana, Plagiodera versicolora, Melasoma populi, Stilpnotia salici, Cossus Cossus, ecc. Sono temibili le ruggini (Melampsora sp. pl.), Rhytisma salicinum, Polyporus sulphureus, Fomes igniarius, ecc. 2.36 Siliquastro (Cercis siliquastrum L.). Leguminosa originaria dell Asia Minore. In Italia è spontaneo in Istria, isole Tremiti, Sicilia e in altre regioni del Sud dove vegeta nel Lauretum e nel caldo Castanetum. Alberetto, ha foglie picciolate alterne, reniformi o quasi rotonde, fiori color rosa porporino a gruppi, inseriti direttamente sui rami che appaiono in aprile-maggio prima della foliazione e frutto (legume) membranoso rossastro deiscente, lungo cm 10, contenente 10-14 piccoli semi bruni e lucidi. Fornisce legno con alburno biancastro e durame giallo bruno non molto pesante (p. sp. 0,65 stagionato), a tessitura fine ricercato dal mobiliere, tornitore e intagliatore. Frugale e xerofilo, trova impiego nel rimboschimento dei terreni sterili e asciutti. In possesso di elevata facoltà pollonifera, va governato a ceduo con turni di 15-18 anni. Gode largo prestigio come pianta ornamentale per l abbellimento di parchi e giardini. F 2.37 Sorbi Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia L. 5 Pyrus aucuparia Gaertn.). Dotato di grande plasticità, cresce sporadico nelle formazioni boschive del Castanetum e del Fagetum, pur accettando stazioni più calde. Albero di media grandezza, si distingue dal ciavardello e dal farinaccio perché ha foglie composte con 5-13 foglioline seghettate in alto, verdi sopra e glauche sotto. Il frutto, riunito in grandi corimbi, è piccolo, sferico, color rosso corallo a maturità. Il legno, duro, rossastro, omogeneo e a grana fine, è idoneo per lavori di tornio e pezzi per macchine, eco. Relativamente igrofilo ed esigente, predilige le stazioni fertili e fresche. Sorbo domestico (Sorbus domestica L. 5 Pyrus domestica Ehrh.). Vegeta allo stato sporadico nei boschi del Lauretum e del Castanetum. Albero di modesta statura, ha foglie composte imparipennate con 13-21 foglioline ovato-allungate, seghettate in alto, densamente pelose e frutto ovale giallo rossastro, dolce e gustoso a maturità. Il legno è più apprezzato rispetto agli altri sorbi perché duro, compatto e omogeneo. 2.38 Sughera (Quercus suber L.). Spontanea nella parte centro-occidentale del Mediterraneo e sulle coste atlantiche, è presente in Italia in Sicilia, Toscana, Lazio, Calabria e, soprattutto, in Sardegna. Trova l optimum vegetativo nelle sottozone calda e media del Lauretum, limitatamente ai territori con piogge annue superiori a 600 mm. Albero di media statura, ha fusto contorto, foglie persistenti coriacee, dentate o spinescenti, lanceolate, color verde scuro sopra e bianco-tomentose sotto, e frutto a maturazione annuale o biennale costituito da ghianda ovoide e da cupola con squame carnose pubescenti di colore grigio. Un kg contiene 200-300 ghiande aventi il potere germinativo del 60-70%; la facoltà germinativa dura 4-5 mesi. Produce legno compatto, duro, tenace, pesante (p. sp. 0,90 fresco), più adatto alla combustione che al lavoro. Facile a ibridarsi con il cerro e con il leccio, dà origine, nel 1° caso, alla Quercus pseudosuber Santi, chiamata Cerro-Sughera, e nel 2° alla Quercus morisii Borzl, detta Leccio-Sughera. F02_1_Selvicoltura_Speciale.indd 225 5/30/18 8:17 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta