2.6 Mughete

F 30 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Interventi di rinnovazione. Da attuarsi fra i 100 e i 120 anni; il taglio finale consiste nell asportazione totale del vecchio soprassuolo secondo figure molto varie (strisce, buche, ecc.) su una superficie la cui ampiezza è condizionata più che altro da motivi economici. Tuttavia, tagli di ridotta superficie (500-1.000 m2) sono consigliabili solo nelle situazioni in cui la rinnovazione è facile. In tutti i casi, è opportuno nel momento in cui si esegue l intervento di utilizzazione, smuovere superficialmente il suolo, anche solo con lo strascico dei tronchi, per creare le condizioni più adatte alla rinnovazione dei pini. 2.6 Mughete 2.6.1 Aspetto e localizzazione Caratterizzazione fisionomica generale. Formazioni a netta prevalenza di pino mugo (Pinus mugo Turra), solo raramente accompagnato da altre specie arboree. Fra le mughete si possono citare anche le rare formazioni valdostane e piemontesi di pino uncinato (Pinus uncinata Ram. in Lam. & DC.), con probabile presenza frequente di ibridi fra le due specie. Le mughete, salvo rare eccezioni (mugheta a sfagni) sono formazioni tipiche di suoli superficiali, formatisi su alluvioni e/o detriti di falda lungo versanti più o meno acclivi (regosol e leptosol), prevalentemente su substrati carbonatici. Sottounità principali. Mugheta macroterma, mugheta mesoterma e mugheta microterma. Caratterizzazione fisionomica delle sottounità. La Mugheta macroterma è presente a quote relativamente basse (da 700-800 m) e si caratterizza per la presenza di alcune latifoglie: orniello, carpino nero e occasionalmente anche faggio. Si tratta di situazioni di contatto fra le mughete e, rispettivamente, gli orno-ostrieti e le faggete. La Mugheta mesoterma è presente a quote superiori (1.300-1.700 m) sia nella regione esalpica, sia in quella mesalpica. In essa manca il carpino nero, mentre compaiono altre latifoglie: faggio, sorbo degli uccellatori, acero di monte, maggiociondolo e salice appendicolato. Fra le conifere può, seppur raramente, comparire anche l abete bianco, mentre è più frequente la presenza dell abete rosso e del larice. La Mugheta microterma è, invece, presente a quote più elevate (sopra i 1.600 m), soprattutto nella regione endalpica. Essa è per lo più pura o con sporadiche presenze di abete rosso, larice, pino cembro, betulla e salicone. Sui substrati silicatici, dove vi è un susseguirsi di salti di roccia e di pianori, la mugheta, che si localizza nei primi, s alterna spesso all alneto di ontano verde. Localizzazione. Le mughete sono presenti in tutte le regioni alpine, con maggior frequenza in quelle orientali, in corrispondenza dei più frequenti substrati carbonatici. Esse sono presenti anche come formazioni relitte in alcune località dell Abruzzo. 2.6.2 Fasi vitali e dinamismo naturale Fase di rinnovazione. L ingresso del pino mugo nei macereti avviene soprattutto grazie all abbondante produzione di seme e alla sua facile dispersione. Le prime aree d insediamento sono, in genere, quelle di contatto con le cenosi erbacee o quelle dove vi è un minimo accumulo di materiale fine. Da queste aree il pino mugo tende ad espandersi, regredendo solo in occasione di nuove colate detritiche. Tendenze dinamiche naturali. Le mughete sono generalmente stabili. L ingresso di altre specie è difficile, sia per la povertà delle stazioni sia per il continuo rimescolamento del suolo. Solo in prossimità di cenosi erbacee può esserci l ingresso di qualche soggetto arboreo o processi di ricolonizzazione post-coltura, in cui il mugo prevale diffondendosi spesso anche per propaggine. F01_2_Inquadramento_Vegetazione.indd 30 5/29/18 3:07 PM 2 T q p In p a ( 2 2 C c e fa m q s n S s n m C s m p tu c s d g n la g s 2 F l c a p p s

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta