2.9.3 Selvicoltura

se, a te a n a o ca li di lio e ti a o. oo, a e nrli e vi e o. oo e, isi e) INQUADRAMENTO DELLA VEGETAZIONE FORESTALE NELL ARCO ALPINO ITALIANO F 35 che si interrompe con il repentino crollo del soprassuolo, che può estendersi su piccole o su grandi superfici secondo l ampiezza del fenomeno che lo ha provocato (estese trombe d aria, localizzati schianti da neve, ecc.). Tendenze dinamiche naturali. Le peccete montane su substrati carbonatici tendono a divenire dei piceo-faggeti o degli abieteti, mentre quelle su substrati silicatici sono stabili, giacché l abete rosso è più competitivo delle altre specie che restano solo marginali nella composizione. 2.9.3 Selvicoltura Tipo di gestione. Fustaie. Interventi di cura. Assolutamente opportuni sono i diradamenti nelle giovani perticaie, per contenere la mortalità dovuta alla scarsa stabilità meccanica. I diradamenti variano in relazione alla lunghezza delle chiome. Se le chiome sono estese da 2/3 a 1/2 dell altezza, si ricerca la stabilità individuale con diradamenti selettivi; se le chiome sono comprese fra 1/2 e 1/3 dell altezza, si punta invece sulla stabilità per collettivi (estesi su una superficie avente diametro pari a h e separati da corridoi ampi oltre 2 volte la lunghezza dei rami a maturità); se la chioma è limitata a 1/3 dell altezza, è opportuno evitare di eseguire diradamenti in quanto la stabilità è già compromessa. Interventi di rinnovazione. Consigliabili sono i tagli marginali a orlo o quelli successivi a gruppi; meno consigliati sono quelli a buche o a gruppi, a causa della probabilità che si creino vortici di vento entro l interruzione del soprassuolo. La superficie ottimale d intervento è inferiore a 2.000 m2, che possono essere superati per esigenze tecniche o economiche. F 2.10 Peccete altimontane e subalpine 2.10.1 Aspetto e localizzazione Caratterizzazione fisionomica generale. Formazioni a netta prevalenza di abete rosso con presenze minoritarie di larice e/o pino cembro. Si tratta di soprassuoli in genere poco densi, spesso multiplani, con alberi raggruppati in piccoli collettivi o cespi e caratterizzati da chiome lunghe fino a 1/2-3/4 del fusto, spesso strette e appuntite, con un sistema di rami corti e densi. Sottounità. Le peccete altimontane e subalpine sono diffuse soprattutto nella regione endalpica, ma anche in quella mesalpica, a quote variabili fra i 1.500 e i 1.800 m. Esse possono essere distinte, in primo luogo, in relazione al tipo di substrato. Quelle su substrati carbonatici sono, in genere, più rade e lacunose, mentre quelle su substrati silicatici si mantengono più compatte, anche verso il limite del bosco. Le peccete altimontane e subalpine su substrati silicatici possono essere distinte in base alle caratteristiche del suolo, vale a dire quelle su suoli xerici e quelle su suoli mesici. Caratterizzazione fisionomica delle sottounità. Le peccete altimontane e subalpine dei substrati silicatici dei suoli xerici sono piuttosto simili alle analoghe peccete montane, dalle quali differiscono per la minore densità, per la crescita più lenta e per la meno pronunciata aridità estiva delle stazioni. Le peccete altimontane e subalpine dei substrati silicatici dei suoli mesici, grazie alla maggiore disponibilità idrica al suolo, sono caratterizzate, invece, da una ricca flora del sottobosco, che nelle zone a prolungato innevamento, è composta soprattutto da megaforbie. La crescita è sempre lenta, ma costante, e può continuare senza evidenti rallentamenti anche a età avanzate (oltre i 250 anni). F01_2_Inquadramento_Vegetazione.indd 35 5/29/18 3:07 PM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta