2.10.2 Fasi vitali e dinamismo naturale

F 36 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 2.10.2 Fasi vitali e dinamismo naturale Fase di rinnovazione. In generale nelle peccete altimontane e subalpine la rinnovazione è scarsa, a distribuzione irregolare, concentrandosi soprattutto nelle microstazioni più favorevoli (maggior calore, scioglimento precoce della neve). Essa è presente anche sotto copertura, che tollera per lungo tempo (oltre 100 anni), riprendendosi una volta liberata. Nelle peccete altimontane e subalpine dei suoli xerici la rinnovazione è soprattutto frequente lungo il margine del bosco, dove gode della protezione laterale delle vecchie piante. Nelle peccete altimontane e subalpine dei suoli mesici la rinnovazione è possibile solo quando le condizioni del suolo sono adatte a ospitarla, ossia quando la composizione del sottobosco cambia e diventano prevalenti i mirtilli e i rododendri o vi è un qualche disturbo (soprattutto sradicamenti) che rimuove l orizzonte superficiale. Frequente è anche la rinnovazione su legno morto (ceppaie o fusti schiantati lasciati marcire a terra). Fase ottimale e di decadenza. Nelle peccete altimontane e subalpine la mortalità è sempre piuttosto scarsa perché la differenziazione degli alberi in classi sociali è poco pronunciata e avviene lentamente e gli alberi sono dotati di buona stabilità avendo chiome che si estendono per la maggior parte del fusto. La durata del ciclo vitale è perciò molto lunga. Gli eventi che possono provocare qualche sconvolgimento sono gli schianti (per lo più di singoli soggetti) e la caduta di valanghe; questi ultimi eventi, se non ricorrenti, avviano un nuovo processo di rinnovazione in cui, almeno inizialmente, è favorito il larice. Se la caduta di valanghe è, invece, abbastanza frequente, compare l ontano verde. 2.10.3 Selvicoltura Tipo di gestione. Molto spesso si tratta di soprassuoli lasciati alla libera evoluzione o ordinariamente utilizzati nelle situazioni più favorevoli. Interventi di cura. In genere non necessari vista la stabilità di queste formazioni. Solo nelle peccete delle quote più basse sono opportuni diradamenti di stabilizzazione che ricalcano quelli consigliabili nelle peccete montane. Interventi di rinnovazione. Nelle strutture più marcatamente multiplane è consigliabile il taglio saltuario. Dove sono presenti piccoli collettivi (6-10 alberi) o cespi, è bene asportare l intero aggregato, mentre se i collettivi sono più ampi è opportuno applicare il taglio marginale, iniziando con un taglio di sementazione e proseguendo con tagli secondari da eseguire durante il periodo di rinnovazione (durata 40-60 anni). Altra possibilità è applicare il taglio a orlo o quello a strisce, le quali possono essere inclinate in direzione del sole, oblique rispetto alla linea di massima pendenza, larghe 1/2 h e lunghe fino a 2 h, con h uguale all altezza degli alberi. Frequenti sono anche i tagli dei vecchi soggetti sovrastanti la rinnovazione. 2.11 Lariceti 2.11.1 Aspetto e localizzazione Caratterizzazione fisionomica generale. Formazioni a netta prevalenza di larice o in cui esso costituisce il piano dominante, mentre in quello dominato possono essere presenti altre specie: abete rosso, faggio, abete bianco, castagno, quercia. Sottounità. Si possono distinguere tre sottounità: lariceto primitivo, lariceto tipico, lariceto in successione. F01_2_Inquadramento_Vegetazione.indd 36 5/29/18 3:07 PM C c d n a m d q in in n d s p d p to r n il in v d L d q d 2 F in s p s in li F n d c r a T z s

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta