2.11.3 Selvicoltura

F 38 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE I lariceti in successione e, in parte, quelli secondari sono, invece, formazioni teoricamente transitorie. Tuttavia, il frequente ricorrere di perturbazioni (schianti, frane, ecc.) crea le condizioni per un nuovo insediamento del larice che, dato il suo lungo tempo di permanenza, tenderà a perdurare durevolmente nel tempo, divenendo di fatto, almeno su ampia superficie, permanente. 2.11.3 Selvicoltura Principali alterazioni antropiche. Molti dei lariceti puri oggi presenti sono stati favoriti dall uomo per produrre insieme erba e legno. Tipo di gestione. La maggior parte dei lariceti è oggi lasciata alla libera evoluzione e anche in quelli in cui i tagli sarebbero economicamente convenienti si tende a ritardarli, così come a conservare i soggetti sparsi presenti in altre formazioni. Questa scelta deriva dal fatto che il larice ha un mercato anche se i tronchi hanno grandi dimensioni. Inoltre, grazie alla colorazione della sua chioma, variabile nel corso dell anno, esso è molto apprezzato dal punto di vista paesaggistico. Infine, i soggetti di larice costituiscono una sorta di assicurazione di pronta ricolonizzazione nel caso la pecceta fosse interessata da schianti. Interventi di cura. I tagli intercalari, in genere, non sono richiesti trattandosi di una specie dotata di buona stabilità meccanica. Tuttavia, sono opportuni leggeri diradamenti bassi nelle giovani perticaie troppo dense. Nei lariceti in successione si possono effettuare, qualora s intenda conservare il larice, dei diradamenti nei riguardi della specie invadente, per evitare che il novellame crescendo riduca la chioma dei larici con conseguenze negative per la stabilità e la produzione. Interventi di rinnovazione. Quando vengono fatti, hanno principalmente lo scopo di conservare nel tempo la presenza di lariceti puri a fini paesaggistici. Per innescare il processo di rinnovazione del larice è necessario ridurre o annullare la competizione dello strato erbaceo o quella delle altre specie eventualmente presenti. Questo può essere fatto aprendo qualche buca, se possibile con esposizione sud od ovest, oppure eseguendo un taglio marginale. A questi tagli è sempre necessario associare una lavorazione superficiale del suolo, concentrata in più strisce di dimensioni non inferiori a 3-5 m2 e non superiori a 10 m2, per evitare fenomeni di erosione. 2.12 Larici-cembreti e cembrete 2.12.1 Aspetto e localizzazione Caratterizzazione fisionomica generale. Formazioni miste di larice e pino cembro (larici-cembreti) o, più raramente, formazioni pure di pino cembro (cembrete). Sottounità. Larici-cembreto e cembreta. Caratterizzazione fisionomica delle sottounità. Il larici-cembreto è presente nelle regioni più continentali dell arco alpino italiano. Quindi manca in Friuli-Venezia Giulia e in Liguria. Anche nelle altre regioni alpine è poco diffuso e frammentario, fatta eccezione per la Provincia di Bolzano. Si tratta di una formazione presente in stazioni poste oltre i 1.800 m di quota (dove l abete rosso è poco competitivo), ma anche più in basso, se il pascolo è ancora in atto o è cessato da poco (l abete rosso manca ancora perché allontanato dall uomo). F01_2_Inquadramento_Vegetazione.indd 38 5/29/18 3:07 PM d p la d s d ta T d fa 2 F s s p lu g n a m d F g v T fo s c d g o 2 P n T a la In In in

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta