2.12.2 Fasi vitali e dinamismo naturale

a- oa, a o- e ra i. è ie a ao en o e e ò e o, 2 , o e ua ni ù a INQUADRAMENTO DELLA VEGETAZIONE FORESTALE NELL ARCO ALPINO ITALIANO F 39 Pur essendo presenti dei larici-cembreti primitivi, su rocce o cenge, la maggior parte di queste formazioni è presente in stazioni a morfologia non molto accidentata, appunto adatte all attività alpicolturale. Nelle aree in cui la morfologia è più difficile, il larici-cembreto entra in contatto con l alneto di ontano verde (se vi sono perturbazioni da valanga) o con le mughete (perturbazione da colate di ghiaia). Alle quote più basse, cessata l attività alpicolturale, il larici-cembreto è spesso progressivamente invaso dall abete rosso. La cembreta è, invece, molto rara nel territorio italiano essendo presente solo in limitate zone della Provincia di Bolzano e del Piemonte o in piccoli lembi in Provincia di Trento e di Sondrio. Si tratta anche in questo caso di una formazione presente in ambienti a morfologia dolce, poco o niente interessata da fenomeni perturbativi (frane, valanghe, ecc.) che favorirebbero l ingresso del larice. 2.12.2 Fasi vitali e dinamismo naturale Fase di rinnovazione. La rinnovazione nei larici-cembreti e nelle cembrete è possibile solo nelle aree dove il pascolo è cessato o si è notevolmente ridotto. Essa si localizza soprattutto nei pochi ambienti favorevoli, vale a dire dove vi è attenuazione dei principali fattori limitanti: calore ridotto e breve durata del periodo vegetativo. Sono, quindi, luoghi favorevoli all insediamento delle giovani piantine i massi sparsi, i dossi, i cespugli di ginepro, ecc. Ne consegue che la formazione ha una tipica struttura a cespi, vale a dire piccoli nuclei di individui fortemente appressati fra loro, alternati ad aree prive di vegetazione arborea. La rinnovazione del larice può avvenire anche per soggetti sparsi in corrispondenza di movimenti del suolo, mentre quella del pino cembro (specie a seme pesante) è favorita dagli animali, in particolare dalla nocciolaia. Fase ottimale e di decadenza. I larici-cembreti e le cembrete sono formazioni a lungo tempo di permanenza, sostituite solo da eventi catastrofici eccezionali (soprattutto valanghe). Tendenze dinamiche naturali. I larici-cembreti e le cembrete sono nel complesso formazioni stabili, a parte i larici-cembreti delle quote più basse che tendono a essere sostituiti dalle peccete. Il passaggio dal larici-cembreto alla cembreta è per lo più precluso dal continuo ripetersi di fenomeni perturbativi che favoriscono la rinnovazione del larice. Dopo l abbandono di molti pascoli d alta quota si sta osservando una progressiva espansione del pino cembro, che spesso si rinnova sotto i lariceti (®lariceti) o ricolonizza da solo i pascoli. F 2.12.3 Selvicoltura Principali alterazioni antropiche. Molti dei larici-cembreti e delle cembrete risentono ancora della passata attività pascoliva. Tipo di gestione. La maggior parte dei larici-cembreti e delle cembrete è oggi lasciata alla libera evoluzione. Permane ancora una modesta utilizzazione del pino cembro per la produzione di mobili o per sculture lignee. Interventi di cura. Non necessari. Interventi di rinnovazione. Non necessari; nelle cembrete soggette a utilizzazione si interviene solitamente con prelievi saltuari di singoli soggetti o di piccoli gruppi. F01_2_Inquadramento_Vegetazione.indd 39 5/29/18 3:07 PM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta