SEZIONE F

F 6 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE La struttura spaziale del soprassuolo definisce il modo con il quale gli alberi occupano lo spazio e quindi crescono e competono tra loro. In una immaginaria sezione verticale del soprassuolo si distinguono alcuni caratteristici modi di distribuzione spaziale delle chiome: boschi monoplani: chiome raccolte in un unico piano che è tipico soprattutto di boschi coetanei; boschi biplani: chiome raccolte in due piani ben distinti; si manifesta dove siano presenti due diverse classi di età, talvolta costituite anche da specie diverse; boschi multiplani (o stratificati): non si possono distinguere piani separati, ma le chiome dei singoli alberi, o di piccoli gruppi di alberi, si dispongono ad altezze diverse, affiancate o sovrapposte. la struttura caratteristica di molti boschi disetanei. La struttura orizzontale esprime il tipo di soprassuolo (specie presenti e loro distribuzione), il grado di densità, ossia di sfruttamento dello spazio aereo (soprassuolo molto denso in cui le chiome sono a stretto contatto; normalmente denso in cui le chiome si sono sviluppate senza ostacoli laterali, rado; a copertura discontinua), lo stato della concorrenza tra i singoli alberi e nei boschi misti e il grado di mescolanza (percentuale di partecipazione). Un soprassuolo è anche definito dalla tessitura, ossia dalla distribuzione orizzontale di gruppi (estesi, piccoli, singoli individui) di alberi omogenei nei riguardi della fase evolutiva o, in boschi misti, della specie legnosa. Le classificazioni arboree definiscono i rapporti tra gli alberi di un popolamento dei quali indicano la posizione sociale. Per i popolamenti monoplani e puri è spesso usata la classificazione di Kraft che distingue gli alberi in relazione alla loro posizione reciproca rispetto a un piano dominante, costituito dagli individui, le cui cime definiscono un ideale piano superiore che delimita il biospazio aereo. Classe 1. Alberi predominanti, con chioma eccezionalmente vigorosa. Classe 2. Alberi dominanti, con chioma normalmente sviluppata, costituiscono la maggior parte del piano dominante. Classe 3. Alberi scarsamente condominanti, con chioma non completamente sviluppata e ristretta. Classe 4. Alberi dominati, con chioma più o meno ridotta, compressa sui lati oppure asimmetrica, interposta tra le chiome dei vicini o parzialmente sottoposta. Classe 5. Alberi completamente sottostanti, in genere con chioma deperiente. Nella pratica si riuniscono spesso le classi 1 e 2 (alberi dominanti) e le classi 4 e 5 (alberi dominati). Nei boschi disetanei, o comunque caratterizzati da un struttura spaziale stratificata o irregolare, si utilizza un criterio diverso (classificazione IUFRO): piano superiore: compreso tra Hd (altezza dominante) a 2/3 di Hd; le chiome sono libere da ogni lato, l accrescimento longitudinale è ridotto, quello diametrale è vigoroso; piano di produzione; piano medio: compreso tra 2/3 Hd e 1/Hd; le chiome fruiscono di luce dall alto, l accrescimento longitudinale è sostenuto, quello diametrale è ostacolato; piano di accrescimento; piano inferiore: inferiore a 1/3 Hd; piante soggette a forte concorrenza, con accrescimenti ridotti; piano di rinnovazione. Un soprassuolo costituito da alberi che hanno approssimativamente la stessa età viene definito coetaneo; molto spesso, tuttavia, nello stesso soprassuolo vi sono alberi di età diversa, anche se la struttura spaziale è monoplana. F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 6 14/06/18 18:58 to m In c c a s s 1 2 3 4 5 d l v u in 1 2 3 4 1 q ta p z

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta