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F 60 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE di cedui non più tagliati. Nel caso di cedui composti il risultato può essere un popolamento dominato da poche ex matricine che invecchiando hanno espanso la chioma fino a coprire tutto il terreno o quasi, eliminando il contingente di polloni di querce e lasciando solo le specie concorrenti. L utilizzazione delle fustaie di cerro dell Italia centro-meridionale (turno di 100 anni) si eseguiva con tagli rasi su strisce o con forti tagli di sementazione; quasi sempre si è reso necessario integrare la rinnovazione con la semina di ghiande su terreno sgombro e sottoposto a lavorazione superficiale. Di recente è stato proposto il trattamento a taglio a scelta colturale mirante alla fustaia chiara, cioè una struttura a ridotta densità per il rapido decremento del numero di piante al crescere delle dimensioni. Interventi di cura. La pratica dei diradamenti nei cedui di cerro è scomparsa; il mi- glioramento dei cedui degradati veniva in passato eseguito in due modi. Il primo consisteva nella tramarratura: taglio raso di tutto il popolamento lasciando le ceppaie tagliate più basse possibile; spesso si rinfoltivano le ceppaie con la semina di ghianda dopo una lavorazione localizzata del terreno. Altro metodo era la rinnovazione del ceduo: invecchiamento dei polloni fino a 25-30 anni, diradamento come per un avviamento all alto fusto e, al primo anno di fruttificazione abbondante, si eseguiva un taglio di sementazione seguito, dopo 2-3 anni, dal taglio di sgombro. Forme di cura attuabili sono: il rinfoltimento (semina in piazzole o piantagione di semenzali 2 1 0 allevati in contenitore in corrispondenza dei vuoti), l arricchimento (simile al rinfoltimento, ma con specie diverse come ciliegio e frassino ossifillo). L arricchimento con conifere è detto anche coniferamento; nei cedui di roverella si è rivelato utile col cipresso. Nel caso sia possibile individuare 30-70 piante/ha di altre specie, a legname pregiato, con fusto e chioma ben conformati, si può valorizzarle con la selvicoltura ad albero. Interventi di rinnovazione. Nei boschi di alto fusto l obiettivo è l insediamento di no- vellame sufficiente nonostante la concorrenza delle altre specie. Interventi possibili sono: il trattamento a tagli successivi, il taglio raso a strisce o la trasformazione in bosco multiplano. Per l insediamento del novellame è indispensabile che i tagli siano fatti in un anno di abbondante fruttificazione dato che il terreno viene rapidamente invaso da specie arbustive. Viste le esigenze di luce, il taglio deve essere piuttosto drastico. Nella gestione delle cerrete di alto fusto è oggi preferibile la piantagione con giovani semenzali. In Francia la rinnovazione naturale assistita dei popolamenti di rovere si fa con tagli di sementazione sempre piuttosto drastici, praticati in annate di pasciona. Negli anni successivi si favorisce il novellame con ripuliture: si aprono strisce parallele larghe 1 m per favorire l accesso e ci si limita al taglio della vetta delle piante di altre specie che fanno concorrenza a soggetti di quercia. Se il novellame risulta insufficiente, si passa alla rinnovazione artificiale per piantagione. Il recupero dei boschi di rovere. La rovere ha subito una significativa rarefazione. L indirizzo attuale è quello di conservare i popolamenti esistenti (conservazione in situ) e di costituirne altri con la piantagione (conservazione extra situ). Negli interventi di rinaturalizzazione, che prevedono il ricorso a seme raccolto da popolamenti relitti costituiti da pochi soggetti isolati, il problema dell autoimpollinazione diventa grave e risulta forse preferibile usare ghiande provenienti da popolazioni geneticamente più ricche. F01_3_Vegetazione_Forestale.indd 60 5/30/18 7:51 AM 3 3 C d L ( in d fa C m T Il a n in d c a r lo F b s a c L L d 3 n c t v d v r m r a r L c s

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta