3.10.3 Selvicoltura

F 68 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Con l aumentare dell età (20-30 anni), il leccio assume gradualmente la dominanza e la densità del ceduo progressivamente si riduce, mentre l erica arborea è fra le prime specie a morire, seguita dal corbezzolo. Si forma così il bosco dominato dal leccio, con le altre sempreverdi confinate alle radure e ai margini. Il sottobosco è scarsissimo e per lo più è composto da ciclamini; il novellame delle altre latifoglie ha vita effimera. 3.10.3 Selvicoltura Principali alterazioni antropiche. La vegetazione mediterranea ha subito grandi alterazioni e riduzioni di superficie fin dall antichità: la regione che ne ha risentito maggiormente è la Sicilia, che si prestava bene alla coltura dei cereali. I tagli e le conversioni in cedui della Maremma Toscana, del Lazio e della Sardegna sono relativamente recenti e datano dalla metà del XIX secolo ai primi del XX secolo; nei boschi di proprietà comunale (soprattutto in Sardegna) le superfici tagliate sono state subito destinate al pascolo con l eliminazione, per ripetuti incendi, del leccio. I cedui della Toscana si sono conservati meglio pur essendo stati gestiti con turni molto corti (in Maremma in genere 18 anni). Gestione e cura. Le fustaie svolgono principalmente funzione protettiva o estetica, ma possono anche essere sfruttate per il pascolo della ghianda con l allevamento brado o a fini venatori. L avviamento dei cedui è possibile anche per semplice invecchiamento, ma un diradamento moderato ha anche funzioni antincendio. Il governo a ceduo offre reddito e alcuni benefici ambientali: maggiore diversità di specie vegetali, alimento e riparo per la fauna. Pertanto, in aree protette, si sperimenta l efficacia di un trattamento per piccole tagliate. La capacità di rigenerazione per polloni è elevata e duratura; la tendenza a emettere polloni dal tessuto cicatriziale consiglia di realizzare il taglio il più basso possibile. Dalle matricine, grazie alla tolleranza per l ombra della specie, si ottiene sufficiente rinnovazione da seme, soprattutto su terreni fertili. Varianti più interessanti sono il trattamento dei cedui a sterzo (praticato in passato nella Montagnola Senese) e il ceduo con matricine di sughera. Dal taglio di cedui molto invecchiati, con rilascio di numerose matricine, è risultato un abbondante insediamento di novellame di leccio. In vivaio si producono semenzali 1 1 0 seminando 2-3 ghiande per contenitore e scegliendo, precocemente, la piantina migliore; i semenzali di 2 anni hanno l apparato radicale irreparabilmente deformato. Il rimboschimento a leccio di suoli superficiali aridi è sconsigliabile. 3.11 Pinete di pino d Aleppo 3.11.1 Aspetto e localizzazione Caratterizzazione fisionomica generale. Boschi di statura modesta (a 60 anni l altezza media non supera i 22 m), spesso con fusti contorti, dominati dal pino d Aleppo; il sottobosco è generalmente composto da bassi arbusti. Localizzazione. Con criterio geografico si individuano i principali nuclei di indigenato: (1) Liguria, (2) Umbria, (3) Gargano e Isole Tremiti, (4) Litorale Tarantino. Ai nuclei 1 e 3 si ricollegano i popolamenti spontanei isolati dell Isola di S. Antioco, della Sicilia e di Capo Palinuro in Campania. I nuclei più estesi (come il 3) possono essere suddivisi in più tipi secondo l altitudine. Una sottounità eterogenea è quella delle pinete derivanti da impianto (il complesso più antico ed esteso si trova nell entroterra livornese). F01_3_Vegetazione_Forestale.indd 68 5/30/18 7:51 AM F te r d c p s in fo le r q L a c 3 P in c è li e T s ti 3 3 d a N S e a s s v b c in e p u c

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta