4. Vivaistica forestale e rimboschimenti

F 74 F.1 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 4. Vivaistica forestale e rimboschimenti T 4.1 Aspetti generali e rimboschimenti. Le attività di piantagione di alberi fore- e q p stali vengono identificate con termini diversi in funzione delle finalità dell intervento. Possono essere tenuti distinti gli interventi tradizionali di rimboschimento che mirano alla costituzione di ecosistemi forestali destinati a permanere nel tempo dagli impianti di arboricoltura da legno finalizzati alla coltivazione di un semplice insieme di alberi, a carattere temporaneo e reversibile, con la finalità di ottimizzare la produzione di legno. I rimboschimenti possono essere effettuati per semina diretta o per piantagione. Negli ultimi anni si è andata sempre più diffondendo la pratica della piantagione. La semina diretta in campo non è più praticabile su larga scala a causa dell elevato costo delle sementi e delle onerose e indispensabili cure colturali, ma può eventualmente essere presa in considerazione per alcune specie (es. pino domestico) e in casi particolari di rimboschimento (es. fissazione delle sabbie litoranee). 4.1.1 Provvista di seme. Il seme può essere acquistato (da stabilimenti statali o da ditte private) oppure può essere raccolto direttamente. Il commercio del materiale di propagazione forestale (semi, piantine e parti di pianta) è regolato dalla direttiva europea 1999/105/CE, recepita con d.l. 10 novembre 2003, n. 386, che sostituisce le precedenti leggi nazionali. Raccolta. Secondo la direttiva europea 1999/105/CE i materiali di propagazione (seme o propaguli destinati alla moltiplicazione vegetativa) devono derivare da predefiniti materiali di base. Col termine materiali di base si intendono: soprassuoli (popolazioni di alberi o arbusti), arboreti da seme e singole piante. Per maggiori dettagli si rimanda all art. 2 del sopra citato d.l. n. 386. La semente deve essere raccolta da piante sane, non troppo giovani (non prima che siano trascorsi 5-10 anni dall inizio della piena fruttificazione), ma neppure troppo vecchie. buona norma escludere dalla raccolta le piante in condizioni vegetative scadenti e con difetti di forma, presumibilmente ereditari, e che quindi possono trasmettere alla discendenza caratteri sfavorevoli. Anche un seme ottenuto da piante con ottime caratteristiche morfologiche e con elevata germinabilità può dare cattivi risultati nel caso venga impiegato in una località che, pur rientrando nell area di vegetazione della specie, differisca troppo, per i caratteri stazionali (clima locale, suolo), da quella di origine. Per queste ragioni si preferisce il seme di determinate provenienze (alle quali spesso corrispondono razze distinte con caratteri di accrescimento e portamento ben definiti). La raccolta va eseguita quando i semi sono maturi e prima che avvenga la disseminazione naturale. Di regola fanno eccezione soltanto i semi grossi, come ghiande e castagne, per i quali è più facile ed economica la raccolta sul terreno, dopo la caduta. Per le principali informazioni circa il periodo di intermittenza fra due fruttificazioni abbondanti (pascione), l epoca di maturazione e di disseminazione naturale (Tab. 1.1). Il lavoro necessario per la raccolta varia da specie a specie, secondo l abbondanza della fruttificazione, la forma e l altezza delle piante. Per la salita sulle piante sono necessarie attrezzature che garantiscano facilità di lavoro e sicurezza senza arrecare danni. F01_4_Rimboschimenti.indd 74 5/30/18 7:53 AM E c d o d e q d s L li d 5 e E b d p r c le e D te u te L m C s r r m d u te n p

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta