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F 76 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE TAB. 1.1 Notizie sulla produzione, raccolta, estrazione e conservazione dei semi forestali; principali caratteri Inizio della produzione commerciale di seme Epoca della Specie legnosa fioritura maturità del frutto disseminazione naturale nel ceduo anni nella fustaia anni Abete bianco aprile-maggio settembre-ott. settembre-ott. 50-70 Abete rosso maggio-giugno sett.-ottobre marzo 40-50 Acero montano aprile-maggio ottobre-nov. marzo 18-20 20-30 Albero di giuda aprile-maggio settembre-ott. autunno 20-25 Bagolaro aprile-maggio ottobre novembre 12-15 12-20 Betulla aprile-maggio luglio-agosto luglio-ottobre 10-15 20-25 Biancospino aprile-maggio settembre-ott. inverno 20-25 Carpini marzo-maggio settembre-ott. autunno-prim. 18-20 30-40 Carrubo settembre-ott. luglio-agosto 7-8 Castagno giugno ottobre-nov. autunno 10-12 20-25 nel castagneto da frutto 12-15 Cedro settembre-ott. ag.-sett. 2° anno 1 anno dopo la maturità 30-40 Ciliegio aprile-giugno giugno-luglio estate 6-7 anni (piante isolate) Cipresso marzo-aprile ott. del 2° anno autunno Eucalitti 20-25 fra i 5 e i 15 anni * Semi non sottoposti a trattamenti per stimolare la germinazione. F01_4_Rimboschimenti.indd 76 5/30/18 7:53 AM

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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta