SEZIONE F

anni Durata della facoltà germinativa Periodo di intermittenza fra due fruttificazioni abbondanti VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI Tempo della germinazione* Semina in autunno Norme per la raccolta, estrazione e conservazione del seme Semina in primavera 3-4 mesi 4-8 (limite massimo 1 anno) primavera dopo 1 mese 2-6 anni 1-2 primavera dopo 4-6 settim. 1 mesi 4-6 marzo anni 3 primavera 2-3 anni 2 mesi 4-5 primavera nello stesso aut. parte nella 1a e parte nella 2a primavera dopo 1 mese, talvolta dopo 1 anno dopo 2-3 settim. in parte dopo 1 anno 2a primavera dopo 2-3 settim. primavera dell anno successivo 1-2 F 77 Strobilo con semi alati che si disarticola e casca da sé. Occorre raccogliere gli strobili, cogliendoli o abbacchiandoli; si espongono in luogo arioso (non al sole) finché si aprono e si staccano le squame; semi delicati Strobilo con seme alato; per estrarre i semi occorre metterlo al sole o farlo schiudere in opportuni seccatoi; i semi sono meno delicati di quelli dell abete bianco Si raccolgono a terra abbacchiandoli; poi si battono in un sacco e si vagliano Legumi piatti che in parte rimangono sull albero fino a metà dell inverno Piccola drupa rotonda Achenio con 2 ali membranose. Difficile conservazione anni 4 1-2 anni 2 id. id. anni 4-5 primavera dopo 1 mese, in parte dopo 1 anno 3-4 mesi 4-6 primavera dopo 4-6 settim. Si tolgono dal riccio spinoso e si conservano spesso stratificati nella sabbia in ambiente ventilato anni 2 dopo 1 mese Rammollire gli strobili per due giorni in acqua calda, poi stenderli al sole; se raccolti ben maturi, si disarticolano anche senza una preliminare immersione in acqua 1-3 anni 4-5 primavera 2° anno 1-2 anni 2 anni 5-10 1 primavera dell anno successivo dopo 3-4 settimane dopo 5-10 giorni F Piccolo pomo carnoso Si raccolgono abbacchiandoli e, dopo averli battuti e vagliati, si essiccano al sole e si conservano in sabbia asciutta. Il frutto è un achenio Legume carnoso Drupa sferica - La polpa deve essere eliminata subito dopo la raccolta Come per l abete rosso Togliere i rametti con frutti (capsule) e mettere questi a seccare al sole (continua ) F01_4_Rimboschimenti.indd 77 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta