SEZIONE F

F 80 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Il successo della conservazione richiede che respirazione e traspirazione siano ridotte al minimo e che vengano impediti gli attacchi da parte dei parassiti (animali e vegetali) e la germinazione anticipata. L attività vitale è ridotta mantenendo i semi: 1. in atmosfera confinata (principio dell insilamento ermetico); 2. a bassa temperatura; 3. in atmosfera asciutta (solo per le specie che sopportano il disseccamento). I semi si possono conservare nei tre modi illustrati di seguito. In locale fresco e asciutto, in strati di spessore crescente (5-25 cm) a seconda della grossezza dei semi; occorre, di tanto in tanto, mescolare la massa. Questo sistema risponde bene con i semi di pini, abete rosso, larice e tigli. Non è adatto per i semi che mal sopportano il disseccamento (ghiande, castagne, faggiole, semi di aceri, betulla, abete bianco e douglasia), specialmente se la conservazione deve prolungarsi oltre gennaio. Con questi semi si hanno risultati migliori ricorrendo alla stratificazione con sabbia (strati di 0,5-2,5 cm di seme alternati con strati di 5-8 cm di sabbia asciutta) sul pavimento dei locali di conservazione o in ampi recipienti (vasi, botti, casse, ecc.). Se nel locale di conservazione la temperatura si mantiene costantemente bassa (inferiore a 3-5 °C), si può usare sabbia leggermente umida anziché asciutta, ma il seme va adoperato al principio della primavera. I semi di pini, dell abete rosso e della robinia possono conservarsi molto bene in sacchi sospesi per evitare i danni causati dai topi. In frigorifero. Questo metodo, pur risultando costoso, permette una buona conservazione, per un periodo assai lungo, anche dei semi che soffrono di disseccamento e di quelli estremamente delicati (come i semi di olmi, salici e pioppi) che in condizioni ordinarie di temperatura (maturano in primavera quando la temperatura è già piuttosto elevata) si conservano vitali per non più di 1-4 settimane. Sono per lo più mantenute temperature di 2-4 °C, talvolta fino a 27 °C. I semi vengono sistemati in celle frigorifere entro casse o sacchi. Risultati ancora migliori si hanno usando recipienti a chiusura ermetica, ma in questo caso è necessario un essiccamento preliminare per i semi che si conservano bene all asciutto (pini, larice, abete rosso, eucalitti, robinia, ecc.). Nella pratica vivaistica si ricorre, per la conservazione di semi di specie quercine (recalcitranti), all uso di recipienti a chiusura non ermetica, provvisti di accorgimenti per favorire l aerazione (sistema Suska). Le ghiande vengono collocate nel contenitore mescolate a torba asciutta a una temperatura prossima a 0 °C. Quando i semi vengono tolti dal frigorifero debbono essere usati subito, particolarmente se si tratta di semi grossi, perché si alterano con maggiore rapidità. Sul suolo o interrati. In presenza di climi freschi si possono conservare i semi, per tutto l inverno, mescolati con sabbia in trincee scavate nel terreno o in mucchi al di sopra del suolo. Le difficoltà nel controllare i predatori e la migliore efficienza complessiva della conservazione in cella refrigerata rendono questa pratica meno attuale. Qualità del seme. Il produttore come previsto dall art. 14, comma 2, della direttiva 1999/105/CE deve munire le partite di seme di un documento o di una etichetta recante informazioni circa: 1. purezza; 2. tasso di germinazione o tasso di vitalità del seme puro; 3. peso di 1.000 unità di seme puro; 4. numero di semi germinabili o vitali per chilogrammo di prodotto commercializzato. Le analisi e le certificazioni sono a cura di laboratori ufficiali. F01_4_Rimboschimenti.indd 80 5/30/18 7:53 AM p le p p te p r te p r 1 d S g d 1

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta