SEZIONE F

F 82 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE TAB. 1.2b Dati tecnici sui semi delle principali latifoglie Specie Numero di semi per kg di semente pura Peso di 1.000 semi Peso specifico apparente del seme Germinabilità di una semente di media qualità migliaia g g % 60-180 0,10-0,151 0,30-0,352 40-50 s t l G Acero montano 5-15 Ailanto 25-50 20-35 60-70 Bagolaro 5-103 2,5-44 100-2003 250-3004 70-75 3.000-10.000 0,1-0,3 0,70-0,90 500-6005 Betulla Carpino bianco 15-35 30-60 0,40-0,50 45-50 Carpino nero 100-300 3-10 23-28 Castagno 0,06-0,20 5.000-15.000 0,50-0,80 60-65 Cerro 0,15-0,25 4.000-6.500 0,50-0,80 65-70 35-50 20-30 75-80 Eucalitto globolo 200-400 2,5-5 200-3005 Eucalitto rostrato 600-1.600 0,6-1,5 300-4005 Citiso alpino6 Faggio 3-6 150-300 0,40-0,55 70-75 Farnia 0,20-0,35 3.000-5.000 0,45-0,75 65-70 8-25 40-120 0,12-0,18 55-70 Ginestra dei carbonai 100-200 5-10 65-70 Ginestra di Spagna 65-100 10-15 75-80 Frassino maggiore Leccio 4 m z U n e a v l T n e e r s p p q A fi a p l s q 0,25-0,45 2.200-4.000 0,50-0,80 65-70 Maggiociondolo6 30-50 20-35 75-80 Olmo campestre 120-150 7-8 0,04-0,06 30-35 Olmo siberiano 100-350 3-10 30-35 Ontano bianco7 1.000-2.000 0,5-1 0,20-0,35 300-3505 Im 300-600 1,7-3,1 0,20-0,35 30-70 650-1.500 0,7-1,5 0,20-0,35 200-3005 p m 28-50 20-35 0,15-0,17 55-70 0,15-0,50 2.000-6.500 0,45-0,75 65-70 Ontano napoletano8 Ontano nero7 Orniello Quercia rossa Robinia 35-80 12-28 0,50-0,80 75-80 Roverella 0,20-0,35 3.000-5.000 0,50-0,70 65-70 Sughera 0,15-0,25 4.000-6.500 0,55-0,80 60-70 Tiglio nostrale 6,5-10 100-150 0,20-0,30 75-80 Tiglio selvatico 20-40 25-50 55-60 9 m d Il s d Seme con l ala 2 Seme disalato 3 Seme senza polpa 4 Seme con polpa 5 Semi germinabili per grammo di semente del commercio 6 La resa media dei legumi in seme netto è del 25-35% 7 La resa media degli pseudostrobili in semente del commercio è del 10-15% 8 La resa media degli pseudostrobili è del 5-10% 9 La resa media dei legumi in seme è del 15-33%. 1 F01_4_Rimboschimenti.indd 82 5/30/18 7:53 AM n p la r

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta