4.1.3 Tecnica colturale del vivaio

F 84 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Sistemazione del terreno. Le aiuole possono essere a livello del suolo (meglio gestibi- li con mezzi meccanici); sopraelevate (nei terreni poco permeabili o umidi); incassate (in terreni sciolti e quando difetti l acqua di irrigazione). Il profilo generalmente si fa piano o leggermente convesso. La direzione preferibile per le aiuole è EO. Il terreno va lavorato un anno prima della semina a profondità variabile: in media 35-40 cm. Concimazione d impianto. La concimazione organica è sempre necessaria; può farsi con il letame, con i terricciati o con i sovesci. Il letame deve essere ben maturo e va sparso vari mesi prima della semina in ragione di 200-400 q ha21. La concimazione minerale, indispensabile, è in relazione alla natura del terreno e pertanto occorre, prima di procedere a qualsiasi tipo di concimazione, conoscere la dotazione di elementi nutritivi del suolo. Dosi indicative: perfosfato 5-8 q ha21; solfato ammonico 2-3 q ha21; calciocianammide 2-3 q ha21; solfato o cloruro potassico 2-3 q ha21. Sempre più diffuso è l uso di concimi complessi e di concimi a cessione controllata. Nei concimi complessi la cessione controllata (fino a 8-9 mesi) può interessare tutti gli elementi oppure una percentuale della sola forma azotata. Questi tipi di fertilizzanti, che spesso contengono anche microelementi, permettono di apportare in un unica soluzione l intero fabbisogno di elementi nutritivi; i dosaggi sono di 2-5 q ha21. In terreni troppo acidi, è utile la calcitazione; i correttivi calcarei vanno possibilmente applicati alle aiuole in riposo. Irrigazione. La quantità d acqua occorrente dipende dal sistema prescelto, dalla specie legnosa, dal clima, dalla natura del terreno. Come media per l irrigazione primaverileestiva, in terreno di medio impasto, occorrono (con una sola annaffiatura nelle 24 ore) 3-8 litri m22. Il miglior sistema d irrigazione è per aspersione; il sistema per infiltrazione laterale può adoperarsi nei casi di abbondanza di acqua; quello per sommersione, in climi aridi e terreni sciolti. Talvolta è indispensabile la costruzione di un serbatoio o lo scavo di un pozzo. Strutture accessorie. Queste consistono in: un fabbricato con ufficio di amministrazione e altri vani per il ricovero del personale e con funzioni di magazzino; una cella refrigerata per la conservazione della semente e delle piantine dopo l estrazione dal vivaio; una tettoia per l imballaggio delle piantine e per il confezionamento delle piantine in vasi per l allevamento con pane di terra; spazi per concimaie e/o terricciati; una recinzione con rete metallica e/o con siepe viva; nelle stazioni con forti venti, e in particolare nelle località marine, una protezione con frangivento. Frequentemente viene aperta una fossa larga 0,50 m e profonda altrettanto o poco più, che circondi tutto il vivaio per difenderlo da invasioni sotterranee di insetti. 4.1.3 Tecnica colturale del vivaio Semina. L epoca dipende da vari fattori. Tuttavia la stagione preferita è spesso la primavera. Per i semi a germinazione lenta (es. frassini, carpini, tigli e aceri) o di difficile conservazione (querce, faggio, abete bianco, ecc.), si preferisce ricorrere alla semina autunnale. Attualmente la possibilità di adottare efficaci tecniche di interruzione della dormienza e di conservazione della semente consente, anche per queste specie, di F01_4_Rimboschimenti.indd 84 5/30/18 7:53 AM e d tr la la a s

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta