SEZIONE F

ie a a si a e om1 . a. li i, a e e e) e n o e a- n e o ie a a di VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 85 effettuare la semina primaverile. I semi di olmi, pioppi e salici si interrano pochi giorni dopo la raccolta. La semina, su terreno diserbato, spianato, sminuzzato e sottoposto a trattamenti antiparassitari, viene eseguita di norma a righe o solchetti oppure a strisce larghe 5-8 cm. La distanza tra i solchetti è di cm 10-15 per le conifere, 15-20 per le latifoglie. Distanze maggiori sono necessarie se per i diserbi e le sarchiature si ricorre a coltivatori o motozappe. A titolo indicativo si riportano in Tabella 1.3 le indicazioni sulle densità di semina e piantagione. TAB. 1.3 Quantità di seme, numero e distanza delle piantine Specie legnosa Abete bianco Abete rosso Aceri Ailanto Bagolaro Betulla Carpino Carrubo Castagno Cerro Cipresso Eucalitto Faggio Farnia Frassino Larice Leccio Noce Olmo Ontano Pino d Aleppo Pino austriaco Pino cembro Pino domestico Pino marittimo Pino montano Pino silvestre Pino strobo Platano Robinia Rovere Sughera Tiglio F01_4_Rimboschimenti.indd 85 Seme occorrente per 1 ara di semenzaio Nel semenzaio: 1° anno Nel piantonaio 2-3° anno kg n. delle piantine per ara equidist. fra le piantine cm n. delle piantine per ara equidist. fra le piantine cm 8 1 1,5 1,5 1,2 30 25 15 20 1,5 1,5 20 1,5 2 1 0,8 1 1,5 0,9 0,6 0,6 0,8 2-3 20 19 110.000 110.000 27.800 10.000 40.000 62.500 40.000 27.800 10.000 20.400 110.000 10.000 15.600 27.800 27.800 110.000 15.600 10.000 27.800 27.800 62.500 62.500 62.500 40.000 62.500 62,500 62.500 40.000 27.800 15.600 15.600 40.000 27.800 3 3 6 10 5 4 5 6 10 7 3 10 8 6 6 3 8 10 6 8 4 4 4 5 4 4 4 5 6 8 8 5 6 6.944 10.000 10.000 100 4.444 10.000 10.000 4.444 1.600 2.500 15.600 1.100 4.444 2.500 6.944 6.944 2.500 1.600 6.944 6.944 6.944 6.944 10.000 6.944 6.944 10.000 6.944 4.444 6.944 1.600 2.500 2.500 6.944 12 10 10 100 15 10 10 15 25 20 8 30 15 20 12 12 20 25 12 12 12 12 10 12 12 10 12 15 12 25 20 20 12 in pieno a solchi kg 10 1,5 2 2 1,5 35 30 20 25 2 2 25 2 3 1,5 1 1,5 2 1,5 1 1 1,2 7-10 25 23 F 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta