SEZIONE F

F 86 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Nei solchetti si dispongono i semi a TAB. 1.4 Profondità di interramento dei semi distanza variabile secondo la grossezper le principali specie forestali za e la percentuale di germinabilità. Profondità in cm Specie legnosa Presupposta una buona facoltà gerda a minativa, si dispongono a contatto fra Abete rosso e Larice 0,4 1 loro i semi molto piccoli (cipresso, Abete bianco 1,5 2 2 3 olmo, larice); a cm 1 di distanza quelli Faggio 0,2 0,5 piccoli (pino nero e d Aleppo, fras- Frassino, Olmo, Carpino, Betulla 2 3 sino, carpino); a cm 2-3 quelli grossi Pino domestico 1,5 2,5 (pino domestico, faggio, castagno). La Pino marittimo nero 1 2 semina può essere eseguita per mez- Pino Pino silvestre 0,7 1,5 zo di apposite macchine che opera- Quercia, Castagno 3 5 no contemporaneamente su 5-8 file, Tiglio, Robinia, Acero 1,2 1,4 corredate di spandi torba/sabbia per la copertura delle semine. Nella Tabella 1.4 sono riportate le profondità di interramento consigliate per il seme di alcune specie forestali. Trattamento del seme. Per affrettare la germinazione, i semi a tegumento tenero si tengono 2-24 ore in acqua a temperatura ordinaria (circa 15 °C), quelli a tegumento impermeabile e duro (leguminose) si immergono per 1 ora in acqua a 60-70 °C (mai in acqua bollente salvo che per le acacie australiane); la velocità di germinazione, nel caso di semi di leguminose, viene favorita anche da trattamenti che provocano l abrasione del tegumento (scarificatura). Un altro metodo per stimolare la germinazione è rappresentato dalla stratificazione della semente all aperto o in ambiente controllato. La stratificazione consiste nel disporre i semi su substrati di sabbia, torba o altro, ben inumiditi, per un periodo di durata variabile da 2 a 20 settimane a seconda della specie. Molte sono le specie forestali che si avvantaggiano, particolarmente nelle semine primaverili, della stratificazione al freddo (temperature comprese fra 2 e 4 °C). Per specie con semi caratterizzati da dormienza profonda (ciliegio, frassini, ecc.) sono risultati molto efficaci trattamenti che, oltre alla stratificazione al freddo, prevedono anche la stratificazione al caldo (20 °C). I semi ricercati da animali vanno cosparsi con sostanze repellenti quali la polvere di minio (che ha anche un azione fungicida), mista a sostanze oleose per favorire l adesione al seme. Altri repellenti sono il fosfuro di zinco e il fluorosilicato di bario. Molto usati sono anche prodotti fungicidi (prodotti a base di Carbossina e Maneb). Copertura delle aiuole. Subito dopo la semina, soprattutto se effettuata in autunno, è consigliabile coprire le aiuole con reti di plastica direttamente a contatto col suolo per ridurre il rischio di predazione da parte di uccelli. A primavera, prima della levata delle piantine, le reti, nel caso di specie eliofile, vanno tolte oppure, qualora si ritenga utile un parziale ombreggiamento, sollevate di 30-50 cm da terra con sostegni in legno o metallo. Le reti di plastica, a maglia più o meno fitta, offrono diverse possibilità di ombreggiamento e sono molto efficaci nel proteggere le piantine da grandine. Irrigazione e altre operazioni. Le irrigazioni devono essere calibrate in funzione delle esigenze delle specie e dell andamento meteorico. Una irrigazione che apporta, per aspersione, 3-8 mm di acqua al giorno può ritenersi sufficiente. preferibile irrigare nel tardo pomeriggio o durante la notte (al mattino solo nei periodi in cui si temono gelate). Le irrigazioni sono particolarmente necessarie nel periodo della germinazione. F01_4_Rimboschimenti.indd 86 5/30/18 7:53 AM s d s e s T d q o ( p ( e ta s c n m E g r c la c ( m e d ( tr a s S n a e g d a c

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta