SEZIONE F

o si o ai el aè o. n e. ie ti a di oti o, o a a o di e r e o e. VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 87 Le sarchiature e il diserbo sono utili specialmente durante il periodo estivo; le erbe si estirpano, per quanto possibile, ricorrendo a mezzi meccanici. A causa della elevata densità delle piantine, sovente si ricorrere al diserbo manuale. Gli sfollamenti, indispensabili per i semenzali che non vengono trapiantati, si fanno per lo più in primavera eliminando gli individui più piccoli e quelli con lesioni di varia natura. Le concimazioni, se necessarie, si eseguono in copertura con concimi complessi ternari. Trapianto. Non tutte le specie sono in grado di raggiungere le dimensioni minime indispensabili per il rimboschimento (30-40 cm) in una o due stagioni in semenzaio. Per queste si ricorre al trapianto in piantonaio. Non è consigliabile il trapianto di semenzali di oltre 2 anni. Si esegue in primavera, prima che si risvegli l attività vegetativa, o in autunno (specialmente per le latifoglie, nelle località a inverno mite e primavera asciutta). La lunghezza del periodo di permanenza in vivaio dipende anche dalla durata del periodo vegetativo (più breve per i vivai posti a quote più elevate), dalle cure colturali (concimazioni, diserbi), nonché dalla qualità del seme impiegato. I semenzali vanno estratti con cura per non danneggiare le radici e vanno collocati nelle aiuole, appositamente preparate, a distanza di 15-40 cm fra le file e 5-30 nelle file. La piantagione è solitamente effettuata con trapiantatrici meccaniche. Il piantonaio richiede le stesse cure del semenzaio, ma l ombreggiamento non è necessario. La sarchiatura e il diserbo delle aiuole del piantonaio risultano più agevoli che nel semenzaio, data la maggiore distanza tra le piantine che consente l impiego dei mezzi meccanici. Estrazione delle piantine. Sia nel semenzaio che nel piantonaio, le piantine vengono generalmente estratte a radice nuda. L estrazione può avvenire manualmente o ricorrendo ad apposite macchine. La procedura manuale prevede l apertura, su uno dei lati corti dell aiuola, di un solco in cui si fanno cadere le piantine della prima fila mediante la vanga o altro strumento adatto; l operazione si ripete per le piantine delle file successive curando di non danneggiare le radici. Si impiegano di solito mezzi meccanici (aratri sollevatori, lame del tipo a U fisse o con pettine vibrante). Le scelte riguardo alle modalità di semina e al dimensionamento delle aiuole sono funzione anche del metodo e degli strumenti che si intende usare per l estrazione. Il postime di vivaio è definito da sigle che indicano l età del postime specificando la durata del periodo di permanenza in semenzaio (S) ed, eventualmente, in piantonaio (T). Per esempio: 1 S 5 semenzale di 1 anno; 2 S 1 T (oppure semplicemente 2 1 1) 5 trapianti di 3 anni allevati 2 anni in semenzaio e 1 in piantonaio. Tra le specie forestali ad accrescimento giovanile più lento si segnalano il pino cembro e la douglasia; per tali specie il postime di vivaio più frequente è rappresentato da trapianti 2 1 3. Selezione, trattamento, imballaggio. Si scelgono le piante sane e ben conformate sia nella parte aerea che in quella ipogea. Le piante selezionate vengono legate al colletto a gruppi (fastelli) di 50-100 e collocate in celle refrigerate (1 4 3 °C) in condizioni di elevata umidità (UR 98%). L imballaggio si può fare con ceste di plastica o casse a listelli, oppure pallets (per grossi quantitativi). In fase di trasporto il maggiore rischio per le piante è rappresentato dal disseccamento dell apparato radicale, che può essere evitato disponendo intorno alle radici e nei vuoti abbondante torba umida o muschio oppure fasciando le radici con film plastici. F01_4_Rimboschimenti.indd 87 F 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta