1.2.1 Trattamento delle fustaie

oe o o ao ni di ai ni nri o o, e ) ni eli eà a a e. te e oe, pe s ), e n à, ti e GOVERNO E TRATTAMENTO DEI BOSCHI F 9 Coerentemente con le indicazioni del Processo Pan-Europeo sono stati elaborati degli standard di buona gestione forestale relativi ai boschi dell arco alpino e ai boschi appenninici e mediterranei; le indicazioni relative alla gestione e gli aggiornamenti sono rintracciabili ai seguenti indirizzi: w ww.fsc-italia.it; w ww.pefc.org. Per forma di governo si intende un sistema selvicolturale basato sul modo di rinnovarsi del soprassuolo. Il governo può essere a fustaia (o alto fusto), quando la rinnovazione avviene per seme (disseminazione naturale oppure, negli impianti, semina o piantagione, mediante rinnovazione artificiale), o a ceduo, quando la rinnovazione avviene mediante polloni originati da gemme che compaiono sulla ceppaia una volta effettuato il taglio del soprassuolo. Il ceduo composto è una forma di governo con la quale sulla stessa superficie si combinano un popolamento ceduo trattato a taglio raso e un popolamento di alberi governati a fustaia e trattati a scelta. Ogni forma di governo viene anche caratterizzata da specifici interventi colturali che hanno luogo durante la vita del soprassuolo. Nella pratica, non sono rare le situazioni in cui utilizzazioni disordinate o eventi accidentali hanno portato alla formazione, non programmata, di soprassuoli in cui polloni sono frammisti a piante nate da seme. Sono inoltre di origine agamica alcuni soprassuoli di origine cedua particolarmente vecchi, che hanno assunto un aspetto strutturale di fustaia. Nell ambito di una forma di governo, si indica con trattamento il modo di ordinare nello spazio e nel tempo le operazioni di utilizzazione, così da organizzare la produzione legnosa, assicurare la protezione del suolo e controllare le condizioni di ambiente per il novellame destinato a ricostituire il soprassuolo. F 1.2.1 Trattamento delle fustaie. Tre sono le forme fondamentali di trattamento delle fustaie: taglio raso, tagli successivi, taglio a scelta colturale. Nelle prime due la denominazione fa riferimento alle modalità di esecuzione dei tagli di rinnovazione, mentre sono tenuti distinti i tagli intercalari, eseguiti con scopi prevalentemente colturali, che si attuano nel corso del ciclo vitale del popolamento. Nel taglio a scelta il prelievo di alberi considerati maturi, che crea spazio per il novellame di una nuova generazione, avviene contemporaneamente a tagli fatti per migliorare le condizioni di accrescimento di altri alberi e, quindi, analoghi per finalità ai tagli di diradamento. Tagli di rinnovazione taglio raso. Si applica e dà origine a soprassuoli coetanei. Consiste nell abbattimento di tutti gli alberi che occupano un tratto di terreno nello stesso tempo (uno o pochi anni). La rinnovazione può essere artificiale o naturale. Nel primo caso è posticipata e può effettuarsi per semina (pini, querce) o per piantagione (abeti); nel secondo può avvenire per disseminazione delle piante da tagliare (pino marittimo) o per disseminazione laterale, cioè operata dalle piante delle particelle adiacenti. Il trattamento a taglio raso viene apprezzato per la semplicità di amministrazione, la mancanza di danni per l abbattimento degli alberi maturi sul novellame, la produzione di fusti meno rastremati e meno ramosi. Ai vantaggi gestionali si contrappongono svantaggi ecologici: la rapida mineralizzazione della lettiera provoca perdite di nutrienti e deterioramento della struttura del suolo; l azione di protezione del suolo viene a cessare con rischio di fenomeni erosivi in stazioni situate su pendici; la flora erbacea e arbustiva si sviluppa con energia ed esercita una forte concorrenza nei riguardi del novellame. F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 9 14/06/18 18:58

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta