4.2.2 Modalità di piantagione

F 90 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Monticelli. Metodo impiegato in terreni molto umidi, torbosi, sortumosi (oggi, co- M munque, spesso lasciati nelle condizioni in cui si trovano, in quanto siti importanti per la conservazione della biodiversità) o per luoghi soggetti a forti gelate. Si formano dei monticelli di terreno sopraelevato rispetto al livello del suolo (di 50-70 cm di larghezza per 30-50 cm di altezza), sul colmo dei quali si fa la piantagione. Lavorazione andante. Viene effettuata, in pianura o in situazioni di pendenza moderata, con aratri o scarificatori (ripper) a profondità variabile da 30 a 150 cm. La scelta del metodo più opportuno è conseguenza di una valutazione del suolo, nonché del regime pluviometrico. In suoli evoluti con accumulo di sostanza organica in superficie si tende a preferire la scarificatura. Talvolta si ricorre alla lavorazione a due strati che prevede una scarificatura (discissura) profonda, seguita da un aratura più superficiale o da una erpicatura con erpice a dischi. Una lavorazione di questo tipo può essere effettuata contemporaneamente ricorrendo a un aratro ripuntatore. Strisce o piazzette. Per economia, o per limitare l erosione in condizione di maggiore pendenza, si limita la lavorazione a strisce di larghezza variabile o a piazzette di forma rettangolare o ellittica. s o z d r s p 4.2.2 Modalità di piantagione. La piantagione può essere effettuata con modalità e materiali diversi. Soprattutto nel caso in cui la piantagione avvenga con postime a radice nuda, è indispensabile effettuare il trasporto del postime sul luogo d impianto, il più rapidamente possibile, per ridurre il rischio di disseccamento delle radici. Per la piantagione, debbono essere preferite le giornate con cielo coperto, mentre i lavori vanno sospesi quando spirano venti violenti e asciutti o quando il terreno è molto bagnato. Piantagione a buche. il metodo più frequentemente usato. Può essere effettuata su terreno lavorato oppure su terreno sodo. Nel primo caso la piantagione avviene a distanze regolari, spesso stabilite al fine di consentire l impiego di mezzi meccanici per le lavorazioni postimpianto. Nel secondo caso, generalmente in terreni di montagna, le buche vengono scavate dove le condizioni di stazione sono più favorevoli: vicinanza di vecchie ceppaie, suolo profondo. Nel caso in cui le buche vengano scavate su terreno non lavorato, vale quanto detto per la preparazione del suolo a buche o formelle. Le radici si coprono con la terra più superficiale estratta a seguito dell apertura della buca, dopo aver fatto loro assumere una posizione naturale. Il resto della buca si riempie con la terra del fondo, comprimendola per evitare che nel terreno restino delle cavità o vuoti; il colletto deve trovarsi al livello del terreno (Fig. 1.2); una volta effettuata la piantagione, si può accertare se la terra è stata pressata intorno alle radici tirando delicatamente la piantina, che deve restare ben fissata al terreno. Soprattutto in ambienti caldo-aridi è utile disporre presso il piede della piantina, ma non a con- FIG. 1.2 Metodo di piantagione: pianta a radice nuda, fittonante; tatto, una pietra che ombreggia il colletto, riduce l evapora- (a) (b) pianta a radice nuda, fascicolata; zione e impedisce l affermazione di vegetazione spontanea. (c) pianta in contenitore. F01_4_Rimboschimenti.indd 90 5/30/18 7:53 AM P la t n s a t a in d p o d c n r p n N d c p m im 4 le n t 4 s L d

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta