4.2.3 Impianto per semina

oti o r- ea el iti rò gdi à a ni. e è VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 91 Metodi di piantagione speditivi. Rientrano tra questi metodi, nettamente meno co- stosi di quelli prima ricordati, la piantagione con cavicchio, simile a quella usata in orticoltura, e la piantagione a fessura che consiste nel dare un colpo di vanga o di zappa, in modo da sollevare il terreno tanto da consentire il collocamento delle radici della piantina nella fessura. Con la piantagione a fessura lo sviluppo dell apparato radicale risulta sfavorevolmente condizionato dal fatto di essere compresso su una superficie piana; per questo motivo tale metodo viene oggi usato di rado, mentre si preferisce la piantagione a buche. Piantagione con il pane di terra. Per le piante allevate con il pane di terra si adotta la piantagione a buche: queste devono essere di dimensioni maggiori del pane di terra stesso. L apertura delle buche può essere effettuata ricorrendo ad attrezzi manuali oppure impiegando trivelle applicate a trattrici. Queste possono essere usate in situazioni percorribili da mezzi meccanici. L impiego di trivelle è da evitare nei suoli argillosi. Qualora il contenitore sia costituito da materiali non degradabili, questo va tolto preventivamente. Al momento della messa a dimora è opportuno troncare il fittone quando questi abbia già assunto un portamento a spirale sul fondo del contenitore (®Allevamento in contenitore). La scelta della giusta densità della piantagione dipende da molti fattori tra cui il tipo di allevamento del postime e, soprattutto, le finalità del rimboschimento. Il postime a radice nuda, di costo contenuto e facile da gestire, è più impiegato in piantagioni dense; al contrario, il materiale allevato in contenitore, per caratteristiche opposte al precedente e per un attecchimento migliore, è generalmente piantato a densità minori. Nel caso di rimboschimenti il cui scopo principale è la lotta al dissesto idrogeologico e la ricostituzione o difesa del suolo, è prioritario ottenere una copertura forestale nel minore tempo possibile; pertanto le piantagioni devono essere molto dense. Nei rimboschimenti effettuati nel secolo scorso, quando questi problemi erano molto pressanti, venivano messe a dimora 2.000-3.000 piante ha21, a radice nuda, e spesso non distribuite a distanze regolari a causa della pietrosità o dell assenza di suolo. Nelle situazioni estremamente difficili la densità era maggiore. Nei rimboschimenti, dove anche la produzione di legname assume rilevanza e si impiegano specie ad accrescimento rapido in ambienti adatti, le densità possono essere ridotte a 600-1100 piante ha21 distribuite secondo sesti predefiniti (rispettivamente a distanze di circa 4 m per 4 e 3 m per 3 se piantate a sesto quadrato). In questo caso sono preferibilmente impiegate piantine con pane di terra. F 4.2.3 Impianto per semina. Questa tecnica è ora praticata raramente a causa dell elevato costo del seme e delle cure colturali necessarie. La semina viene fatta su terreno lavorato andantemente o localmente. Il seme va poi coperto con terra, per facilitare la germinazione e renderlo meno visibile agli animali predatori. 4.2.4 Cure colturali al rimboschimento. Consistono in lavorazioni superficiali del suolo, sfollamenti, ripuliture, risarcimenti, succisioni, difesa dal pascolo e dagli incendi. Lavorazione del suolo. Questa operazione, particolarmente utile nei climi caldo-aridi, riduce le perdite di acqua per evaporazione ed elimina la vegetazione infestante. F01_4_Rimboschimenti.indd 91 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta