SEZIONE F

F 92 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Sono da preferire ripetute lavorazioni, di cui una all inizio del periodo di siccità. Dove possibile, questa operazione può essere eseguita con mezzi meccanici. Ripuliture. Consistono nell allontanamento della vegetazione spontanea infestante che esercita concorrenza nei riguardi della luce e dell acqua, e può causare danni meccanici se mossa dal vento. Nella zona del castagno e del faggio la ripulitura può essere parziale, cioè lungo le file delle piantine, quando si tratti di vegetazione non troppo competitiva e che possa avere una funzione protettiva nei riguardi del suolo. Risarcimenti. Con questa pratica si sostituiscono le piante morte. importante che l impianto mantenga la densità prestabilita nella prima fase di sviluppo, affinché le piante si proteggano vicendevolmente e contribuiscano a modificare e migliorare le condizioni della stazione. I risarcimenti sono necessari se le fallanze superano il 20-30%. Se la mortalità risulta molto concentrata, e non uniformemente diffusa, può essere imputata a situazioni microambientali particolarmente avverse e pertanto il risarcimento va omesso oppure effettuato ricorrendo ad altra specie più adatta. Succisione. Consiste nel taglio al piede della piantina dopo 2-5 anni dall impianto. Questa operazione, che provoca l emissione di nuove radici e di getti robusti, si è talvolta rivelata utilissima nel caso d impianto di latifoglie, specialmente di querce, robinia, castagno e noce. Sfollamenti. La riduzione numerica delle piantine è generalmente inutile nelle piantagioni, mentre è necessaria nel caso di semina diretta o di piantagione a ciuffi, quando mira a favorire con opportuna spaziatura gli individui con migliori caratteristiche; essa va eseguita con forbici o roncole, evitando di strappare le piante in soprannumero. Difesa dagli animali e dagli incendi. Nelle località dove siano da temersi i danni del pascolo è indispensabile recingere la zona rimboschita. Il tipo di recinzione più usato è la palizzata (legni o ferri a T) con 3 ordini di filo spinato. Per la protezione da animali selvatici, soprattutto se di piccole dimensioni (lepri, istrici, ecc.) si impiegano le protezioni per singola pianta (tree shelter). Le protezioni vanno applicate alle piantine dopo la loro messa a dimora e fissate a un paletto conficcato nel suolo. Negli ambienti caldi è preferibile ricorrere a protezioni costituite da cilindri di rete di plastica a maglia stretta (circa 1 cm). Nel caso di rischio di danni da Ungulati, possono essere utilizzati vari sistemi di protezione tra i quali il più efficace è rappresentato dalla recinzione a rete metallica dell appezzamento rimboschito. L altezza della recinzione deve essere decisa in funzione delle specie presenti e può variare da 60 cm (cinghiale) a 180 cm (cervo e daino). In alternativa, visti gli elevati costi di realizzazione e manutenzione della struttura, possono essere realizzate recinzioni, attorno a piante singole o gruppi di piante. Di efficacia inferiore, talvolta nulla, si sono dimostrati altri metodi tra i quali si segnalano: uso di tree shelter plastici a tubo, di altezze superiori 100 cm; applicazione, su tutte le piante, di repellenti gustativi; applicazione di repellenti olfattivi al perimetro del rimboschimento; installazione di dissuasori acustici. Per la difesa dagli incendi vanno pianificati la ripulitura della zona perimetrale, l apertura di cesse o viali entro il perimetro del rimboschimento, i sentieri che permettano il facile accesso al focolaio d incendio, la frequente ripulitura del cespugliame e la sorveglianza durante la stagione pericolosa. F01_4_Rimboschimenti.indd 92 5/30/18 7:53 AM 4 S r p e a q d p n c v c s e t s p s c Z m c s d m m le la 1 2 3

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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta