4.2.5 Tecnica dei rimboschimenti in Italia

à. e ni ò n . e e e il ò il o. è e, nne; u- el o ie ima e ee ae e ri ri l- ate VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 93 4.2.5 Tecnica dei rimboschimenti in Italia Scelta delle specie. Le difficoltà ambientali in cui sono stati effettuati in passato i rimboschimenti e, di conseguenza, la gamma spesso ristretta di specie indigene che possono essere impiegate hanno indotto, da lungo tempo, a fare ricorso a specie estranee alla nostra flora (specie esotiche), ma provenienti da ambienti con climi analoghi. Questo approccio viene oggi spesso osteggiato per evitare fenomeni di inquinamento vegetale, con conseguenze negative sulla flora spontanea e sui caratteri del paesaggio tradizionale, in particolare entro aree protette. Problemi fitosanitari possono costituire un ulteriore motivo per evitare, localmente o su tutto il territorio nazionale, l impiego di determinate specie, sia indigene sia esotiche. Le indicazioni che seguono tengono conto solamente delle potenzialità e dei limiti ecologici delle varie specie. Negli ambienti più degradati si fa uso di specie rustiche, in particolare diverse specie del genere Pinus, che svolgono una funzione di miglioramento delle condizioni stazionali (apporto di sostanza organica al suolo, freno all erosione, riduzione degli estremi termici), creando un ambiente più favorevole al successivo ingresso, spontaneo o tramite impianto, di specie più esigenti. In alcuni casi si impiegano anche specie arbustive. Qualora si costituiscano boschi misti, è opportuno procedere a una mescolanza per piccoli gruppi in modo da evitare che, in conseguenza di esigenze diverse delle varie specie (in particolare nei riguardi della luce), una di queste venga soppressa dalla concorrenza. Zona mediterranea (Lauretum). Il principale fattore limitante in questa zona è la mancanza di acqua, causata dalla siccità estiva e dalla concorrenza delle specie erbacee e arbustive che riducono anche la disponibilità di luce. opportuno seguire le seguenti norme: fare gli impianti in autunno, affinché le piantine possono beneficiare delle piogge autunno-invernali; eliminare la vegetazione spontanea; impiegare postime con pane di terra; adottare quella lavorazione del suolo che consente di portare al massimo la riserva di acqua del terreno durante la stagione estiva; evitare, se possibile, la lavorazione a buche. In alcuni casi, e per alcune specie, può essere preferibile la semina diretta alla piantagione (pino domestico). 1. Terreni silicei. consigliabile l impiego di pino domestico, pino marittimo, leccio, sughera, roverella e cipressi (Cupressus sempervirens, C. macrocarpa), preferibilmente in consociazione con altre specie. Negli ambienti più freschi possono essere impiegati anche castagno (eccezionalmente), ontano napoletano e specie esotiche quali eucalitti (soprattutto in impianti frangivento). Nella sottozona calda si è ricorso anche all impiego, per semina diretta, di acacie australiane (Acacia cyanophylla, A. saligna, A. pycnantha). 2. Terre rosse. Suoli a tessitura argillosa, spesso decalcificati, su matrice calcarea; sono adatti il leccio, la sughera e il cipresso. Possono impiegarsi anche le altre specie indicate al punto 1, e anche i frassini (Fraxinus oxycarpa e F. ornus). 3. Terreni calcarei. Essendo questi generalmente rocciosi e poveri di terra fine, è consigliabile la preparazione a gradoni. Specie da impiegare: pino domestico, pino d Aleppo, leccio, roverella, orniello, acero campestre, cipressi e bagolaro; nella sottozona calda anche eucalitti (Eucalyptus gomphocephala) e carrubo. F01_4_Rimboschimenti.indd 93 F 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta