SEZIONE F

al e i. ee ti e e oue, vi o e ra a e e di linti e ti i, n a n po di nti i. a ne ti VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 97 Interventi di preparazione e lavorazioni del suolo. I terreni sottratti all agricoltura generalmente non necessitano di grossi interventi di decespugliamento e spietramento. Può essere necessario, invece, rimodellare e livellare i terreni e predisporre, o ripristinare, una rete scolante superficiale. Particolare attenzione deve essere dedicata alle lavorazioni del suolo. Le ripetute lavorazioni grazie a profondità costante (30-40 cm) possono avere determinato la presenza della suola di aratura che va rimossa con lavorazioni profonde (80-100 cm); qualora si intenda rompere questa soletta, senza portare in superficie strati sottostanti (lenti argillose, calcare attivo), è preferibile ricorrere alla scarificatura rispetto all aratura. Alle lavorazioni profonde possono seguire arature superficiali utili sia per rompere le zolle sia per l interramento di concimi organici (letame) o chimici (fosfo-potassici). Materiale d impianto. Sulla base dei risultati dell analisi ambientale della zona d im- pianto si effettua la scelta della, o delle, specie che si intendono impiegare. Se per la specie scelta è disponibile materiale geneticamente migliorato è buona norma ricorrere a questo, qualora si abbiano indicazioni positive sulla sua adattabilità alle caratteristiche dell area di impianto. Più comunemente, a causa della scarsa disponibilità di materiale migliorato, ci si orienta su provenienze geografiche ritenute adatte in base a considerazioni sulle analogie ambientali. opportuno il ricorso a provenienze locali. Per quanto riguarda le caratteristiche colturali del postime di vivaio ®4.2.3. L arboricoltura da legno potrebbe comunque trarre notevole vantaggio dall impiego di un materiale vivaistico di maggiori dimensioni rispetto a quello ordinariamente adottato per il rimboschimento classico per i seguenti motivi: ambienti nettamente favorevoli (soprattutto per giacitura e caratteristiche edafiche), intensività di coltivazione ed elevato grado di meccanizzazione, come l apertura delle buche con trivelle portate dalla trattrice. evidente che per mantenere un corretto bilanciamento tra le parti ipogea ed epigea della pianta, risulta indispensabile ricorrere a contenitori di dimensioni nettamente superiori rispetto a quelle ordinarie e, possibilmente, dotati di sistema air pruning, sia sul fondo sia sulle pareti del contenitore (®Tipi di contenitore, ®4.2.3). In tal modo, in fase di sperimentazione con contenitori di circa 10 l di volume, sono state A prodotte piante di Juglans regia di oltre 1 m di altezza in una sola stagione vegetativa e circa 2 m in due stagioni vegetative. Il loro attecchimento e lo sviluppo vegetativo si sono dimo- B strati soddisfacenti in prove di campo. FIG. 1.3 Cassone per l allevamento di L insieme delle caratteristiche genetiche e colturali deter- piantine forestali (profilo). A 5 substrato B 5 strato di materiali mina la qualità del postime, condizione indispensabile per il divaricoltivazione; con ampi spazi aerati che inibiscono buon esito dell impianto. l approfondimento del fittone. Tipi di impianto. Gli impianti di arboricoltura da legno possono essere realizzati con una sola specie (monospecifici) o più specie (polispecifici). Nel secondo caso si distinguono le specie principali, che dovranno fornire il prodotto finale, dalle specie secondarie accessorie, impiegate per migliorare le condizioni di crescita delle principali e che possono essere eliminate in una fase intermedia del ciclo colturale (specie azotofissatrici). F01_4_Rimboschimenti.indd 97 F 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta