SEZIONE F

e n), ) ti e aa a l- à lò , li 1 di edi r e ù o el a di eli ae e iù o a e o- VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 99 Irrigazione. Si ricorre comunemente all irrigazione di soccorso con carro botte, più raramente a goccia, per scorrimento o per aspersione. Lavorazioni superficiali e pacciamatura favoriscono il migliore sfruttamento dell acqua. Potature. Sono indispensabili nell arboricoltura con latifoglie a legname pregiato per favorire la formazione di fusti dritti, privi di nodi. Le potature si effettuano poco prima della ripresa vegetativa e devono essere effettuate precocemente e ripetute frequentemente, talvolta a scadenza annuale. In alcuni casi è possibile la cimatura dei getti in vegetazione. La potatura può essere distinta in potatura di formazione e potatura di produzione. Con la potatura di formazione si mira a favorire la dominanza apicale dell asse principale eliminando quei rami che, per l eccessiva vigoria, tendono a entrare in competizione con questo. Nel contempo si eliminano i rami danneggiati e possono essere effettuati interventi di sostituzione dell apice della pianta qualora questo risulti danneggiato. Con la potatura di produzione si effettua la progressiva eliminazione di rami a partire dalla parte basale del fusto, per innalzare la chioma e ottenere un fusto di lunghezza ottimale (generalmente circa 4 m) privo di rami ed esente da difetti. Per il noce comune è stata praticata con successo anche la potatura a scacchio (detta anche ad astone). Con questo metodo si eliminano, più volte durante la stagione vegetativa, tutti i germogli che si sviluppano sul fusto, a eccezione di quello apicale. L operazione viene ripetuta fino a quando non si sarà ottenuto un fusto di circa 4 m di altezza, privo di rami; successivamente la pianta formerà la chioma e inizierà ad accrescersi in diametro. Questa tecnica, che richiede l applicazione di pali tutori, può essere però presa in considerazione solo nell optimum ambientale e qualora sia possibile adottare cure colturali intensive: ripetute lavorazioni del suolo, concimazioni localizzate ed eventualmente irrigazioni di soccorso. Per il noce comune è stata messa a punto una tecnica di potatura particolarmente efficace nel condizionare lo sviluppo della pianta verso un modello architetturale confacente con le finalità dell arboricoltura da legno. Tale tecnica prende il nome di potatura replicativa; informazioni dettagliate sulle modalità di esecuzione possono essere reperite sul sito www.arboricoltura.it. Diradamenti. Obiettivo degli interventi è il mantenimento di un accrescimento radiale costante. I diradamenti geometrici sono adatti negli impianti giovani e omogenei. Successivamente, e in caso di marcata differenziazione tra le piante, possono essere attuati interventi di diradamento per favorire gli individui migliori. Negli impianti polispecifici con specie secondarie il diradamento può riguardare l eliminazione totale o parziale di queste, oltre ad alcune piante della specie principale. In ogni caso il diradamento deve rispettare il criterio di omogeneità di distribuzione delle piante. Per ulteriori approfondimenti sui diradamenti ®Buresti et al. (2000). Gli impianti policiclici rappresentano un nuovo metodo per realizzare impianti da legno. Con tale termine si intende indicare piantagioni, generalmente effettuate con più specie, il cui obiettivo produttivo è raggiunto in tempi diversi. Un esempio può essere un impianto in cui sono presenti specie come noce e pioppo, per le quali si può ragionevolmente prevedere una durata del ciclo colturale diversa, rispettivamente di 30 anni (per tronchi da trancia) e 8-10 anni (per tronchi da sfogliato). In queste piantagioni possono essere presenti anche specie accessorie come l ontano napoletano. F01_4_Rimboschimenti.indd 99 F 5/30/18 7:53 AM

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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta