1.2.4 Sistema circolatorio

G 10 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE scoli longitudinali e, all esterno, da altri circolari. Nel mesentero l intima è sostituita dalla membrana peritrofica, semipermeabile, continuamente prodotta dal sottostante epitelio mesenteriale e distrutta in poco tempo, in quanto è destinata ad avvolgere e a filtrare il bolo alimentare. Il suddetto epitelio è costituito da cellule più allungate rispetto a quelle dell epitelio degli altri due tratti intestinali, continuamente sostituite da cellule giovani che sono generate in nidi o cripte. Durante il loro ciclo evolutivo, le suddette cellule presentano alla loro sommità un orlo di microvilli (orletto o rabdorio) che producono nella fase di secrezione una goccia di secreto gastrico e assumono la forma di calice allungato nella fase d assorbimento. In funzione del regime alimentare l intestino medio secerne uno o più enzimi (amilasi, proteasi, lipasi) destinati alla demolizione dei composti organici (amido, proteine, grassi). Alcuni enzimi sono secreti dalle ghiandole salivari, altri si trovano nell emolinfa ed altri ancora nel tessuto adiposo. In alcuni gruppi di insetti il processo digestivo è coadiuvato da miceti, batteri e protozoi viventi entro il lume intestinale o entro organi con questo comunicanti, presenti all interno di cellule speciali sistemate alla base dell uovo (micetociti) o all interno di organi speciali (micetomi), visibili talora per trasparenza all interno del corpo dell insetto (come in quello dell aleirodide Trialeurodes vaporariorum). 1.2.4 Sistema circolatorio. un sistema molto semplificato, in quanto è costituito da un vaso dorsale allungato che decorre entro la cavità emocelica che comunica con le varie appendici del corpo (antenne, zampe, ali) ed è suddivisa mediante due diaframmi di natura muscolare-connettivale in tre seni (pericardiale, o dorsale, periviscerale, perineurale). La parte anteriore del vaso dorsale presenta un primo tratto (cuore) a fondo cieco, suddiviso in varie camere, o ventricoliti, ciascuna delle quali è munita di un paio di aperture a valvola (ostioli) che consentono l entrata dell emolinfa. Lungo il cuore sono presenti muscoli, disposti simmetricamente, con base larga (muscoli alari), il cui apice si inserisce sul diaframma dorsale, fra i quali si trovano le cellule pericardiali. I suddetti muscoli alari si contraggono ritmicamente con pulsazioni il cui numero varia in funzione di diversi parametri: specie, età, temperatura ambientale, attività fisiologica. In avanti, il cuore continua con un tubo (aorta) che giunge fino al capo. Nell interno del vaso dorsale scorre l emolinfa, spinta in avanti con la sistole in seguito alle contrazioni muscolari, per poi ritornare al cuore con la dilatazione (diastole). Organi pulsatili accessori, situati alla base delle appendici, facilitano la penetrazione dell emolinfa entro queste ultime. L emolinfa è formata da una componente liquida (plasma) e da una solida (emociti). 1.2.5 Sistema respiratorio. costituito da un sistema di tubuli facilmente estensibili (trachee) dai quali prendono origine branche secondarie (tracheole), decorrenti lungo la regione pleurale del torace e dell addome. Tali tubuli sono in comunicazione con l esterno attraverso un apertura (stigma o spiracolo tracheale). G01_1_Fitopatologia.indd 10 15/06/18 09:22 1 c s ( c s n s g c p n l m 1 2 3 d to g p ti te n 1 n d c e v a e 1 r m c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini