G.2 PARTE SPECIALE

G 162 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE G.2 Parte speciale d D Abeti (vari generi) i M Il più noto e diffuso nei nostri areali è l abete bianco (Abies alba) ed in alcune zone della Sicilia l abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis). Di origine greca sono Abies cephalonica (abete greco) e Abies nordmanniana (abete del Caucaso). L abete rosso (Picea abies) e l abete di Douglas o abete odoroso (Pseudotsuga menziesii ), in italiano sono comunemente chiamati abeti , seppure non appartenenti al genere Abies. fo a n o Abete bianco (Abies alba) g r c a g Afidi cinarini* (Cinara pectinatae, Cinara confinis; Rinc. Afid.). Il primo afide è color verde porro, lungo 3-4 mm, e infesta i rametti dell anno, talora quelli di maggiore età; il secondo è invece di colore nerastro (lungo 5-7,8 mm) e infesta i rami, la corteccia del tronco e, sul finire dell estate, colonizza il colletto e le radici più superficiali. Producono entrambi abbondante melata sulla quale si sviluppano fumaggini. Svernano con uova durevoli. DIFESA: su piante di interesse ornamentale, ricorso a un intervento con pirimicarb o con altri aficidi. Cerambicidi* (Rhagium bifasciatum, Rhagium inquisitor; Col. Ceramb.). Gli adulti del primo (lunghi 12-22 mm, di colore nerastro e con elitre attraversate trasversalmente da due fasce giallastre e oblique) compaiono all inizio della primavera; quelli del secondo (di colore bruno con tomentosità grigia, lunghi 10-14 mm, con elitre che presentano spazi neri privi di tomento in modo da formare incomplete zonature trasversali) fuoriescono in autunno. Essi depongono uova isolate nelle anfrattuosità della corteccia. Le larve scavano gallerie sottocorticali, talora interessanti gli strati profondi del legno di piante deperite o abbattute. DIFESA: abbattimento delle piante deperite o morte, esbosco delle piante abbattute o, con sollecitudine, procedere al loro scortecciamento. Dreifusie** (Dreyfusia piceae, D. merkeri, D. nordmannianae, D. prelli; Rinc. Adelg.). Infestano la corteccia del tronco e dei rami, localizzandosi preferibilmente alle loro biforcazioni. Durante l anno svolgono alcune generazioni primaverili-estive con colonie di atteri a rapido sviluppo (progredenti) e di alati che diffondono le infestazioni su altre piante, mentre l inverno viene superato da parte di forme giovani riparate sotto le scaglie corticali. DIFESA: in genere non necessaria, ma su piante di particolare interesse intervento con aficidi (es. pirimicarb, imidacloprid, ecc.). Epinozia* (Epinotia pygmaeana; Lepid. Tortr.). Le larve Inizialmente minano gli aghi quindi li divorano, dopo averli riuniti con fili di seta per formare una sorta di nido. ®Abete rosso per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Fillominatrice* (Epinotia tedella; Lepid. Tortr.). Le larve (9-10 mm di lunghezza, di colore grigio-giallognolo o bruno-verdastro con capo, pronoto e aree setifere brunonerastri) minano inizialmente gli aghi, quindi li divorano dopo averli riuniti con fili di seta per formare una sorta di piccolo nido. ®Abete rosso per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Grande ilobio dei pini* (Hylobius abietis; Col. Curcul.). L adulto (8-13 mm di lunghezza), color pece con peli gialli disposti in modo da formare tre serie di macchie gialle sulle elitre, compare in primavera e compie decorticazioni sui rami e sui rametti. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 162 5/30/18 9:06 AM M P lu b A te s v b p S ta d P G u p s T p s a d c c c S g s te a g

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini