SEZIONE G

a a e e- r il el un n el a o o oa. o e, o. ). o ou e e hi o. di oli i. ze A Abeti (gen. Abies) G 163 Le larve (lunghe circa 13-15 mm, bianche e con capo bruno) scavano gallerie individuali che solcano profondamente il legno. ®Abete rosso per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Mindaro abietino*** (Mindarus abietinus; Rinc. Afid.). L afide vive all apice dei rametti formando colonie ricoperte di cera che con le loro punture causano la torsione degli aghi verso l alto. Esso sverna con uova ricoperte di scaglie cerose e compie una sola generazione all anno con deposizione delle uova in giugno. DIFESA: su piante di interesse ornamentale, intervento con pirimicarb o con altri aficidi. Minatrice dei getti* (Argyresthia illuminatella; Lepid. Argir.). Le larve (color rosa, lunghe fino a 5 mm) svuotano le gemme e scavano nei germogli una galleria lunga 5-7 cm, rispettando solo l anello corticale. Il lepidottero compie una sola generazione all anno con svernamento allo stato larvale nei germogli. Gli adulti (9-12 mm di apertura alare e ali giallo-ocra) volano da aprile a tutto maggio. I danni riguardano un ridotto numero di germogli. DIFESA: non necessaria. Pissode dell abete bianco** (Pissodes piceae; Col. Curcul.). Le larve (bianche, apode, lunghe circa 10-12 mm) scavano gallerie a raggiera nella zona sottocorticale della parte bassa del tronco di piante deperite per attacchi di scolitidi sul cimale o per infezioni di Armillaria mellea. Gli adulti sono lunghi 7-10 mm, di colore scuro, con le elitre interessate da due bande trasversali giallastre. Compie una sola generazione all anno con comparsa degli adulti in giugno-luglio e svernamento allo stadio di larva o di pupa. DIFESA: individuazione ed abbattimento delle piante deperite; sistemazione in luoghi ombreggiati del bosco di pile coniche di tronchetti-esca freschi, per attirare le femmine ovideponenti, per poi esboscarli e distruggerli prima della sciamatura degli adulti di nuova comparsa. Scolitidi*** (Cryphalus piceae, Dendroctonus micans, Hylurgops palliatus, Ips sexdentatus, Ips typographus, Orthotomicus laricis, Orthotomicus suturalis, Pityogenes bidentatus, Pityogenes bistridentatus, Pityogenes chalcographus, Pityokteines curvidens, Pityogenes pityographus, Pityokteines vorontzovi, Trypodendron lineatus; Col. Scol.). Gli adulti forano la corteccia del tronco o dei rami per deporre le uova all interno di una galleria materna di varia forma (es. a Y o a H per Ips typographus, longitudinale per Ips sexdentatus, a forma di due graffe contrapposte per Pityokteines curvidens, stellata per Pityogenes pityographus, Pityokteines vorontzovi e curvidens, a scala per Trypodendron lineatus, ecc.). Le larve si nutrono scavando gallerie individuali che impressionano il cilindro legnoso, ad eccezione delle larve di Trypodendron lineatus che si limitano a nutrirsi del solo micelio di funghi monilioidi del gen. Ambrosia che cresce all interno delle escavazioni materne. DIFESA: abbattimento ed esbosco delle piante deperite, scortecciamento ed esbosco di quelle che sono state abbattute in quanto commercialmente mature. Per le piante ubicate in giardini evitare gli stati di stress idrico, in quanto favorevoli agli attacchi degli scolitidi, ed eventuale ricorso a trattamenti contro gli adulti al momento della loro sciamatura. Sirici azzurri* (Sirex juvencus, Sirex noctilio; Imen. Siric.). Le larve scavano profonde gallerie nel legno del tronco di piante deperite o già morte. Gli adulti di Sirex juvencus sono neri con riflessi metallici, con zampe rossastre e antenne rossastre prossimalmente, lunghi 14-30 mm; quelli di S. noctilio sono simili alla specie precedente, ma con antenne interamente nere. Il comportamento biologico è simile a quello di Urocerus gigas (Sirice gigante). DIFESA: ®Sirice gigante (Urocerus gigas). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 163 G 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini