SEZIONE G

G 164 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Sirice gigante* (Urocerus gigas; Imen. Siric.). Gli adulti (3-4,5 cm di lunghezza, con femmine dall addome giallo dorato e fornito di lunga tenebra) volano generalmente in giugno-luglio e le femmine depongono le uova inserendole, con la loro lunga tenebra stilettiforme, nel legno fino a 6-20 mm di profondità. Le larve (biancastre, lunghe circa 30-35 mm) scavano gallerie nel cilindro legnoso del tronco delle piante deperite o di quelle recentemente abbattute, nonché nelle ceppaie. Esse completano lo sviluppo in 2-3 anni e i nuovi adulti fuoriescono aprendosi un foro circolare nella corteccia. DIFESA: eliminazione delle piante stroncate, deperite o morte. Il legname da mettere in opera può essere disinfestato con vapore surriscaldato. Sirice spettro* (Xerix spectrum; Imen. Siric.). Le larve scavano gallerie nel legno del tronco di piante deperite o già morte. Gli adulti sono neri con una macchia gialla posta dietro gli occhi e un altra del medesimo colore posta ai lati del protorace. ®Urocerus gigas per gli aspetti biologici e la difesa. Tortrice dell abete bianco* (Zeiraphera rufimitrana; Lepid. Tortr.). La larva (color miele con capo leggermente più scuro, lunga 10 mm) penetra nelle gemme apicali per danneggiare le foglie del germoglio, che rimangono imbrigliate da fili sericei e parzialmente incappucciate dalla cuffia di perule. Il lepidottero compie una sola generazione all anno, svernando allo stato di uovo, con nascita delle larve in aprile-maggio e incrisalidamento nel terreno. Gli adulti (12-16 mm di apertura alare, con ali di colore ocraceo interessate da macchie di colore bianco brillante) volano da maggio a luglio, secondo gli ambienti. DIFESA: intervento al momento dell ovodeposizione con chitinoinibitori (es. diflubenzuron) o alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki. a f Ragnetto verde delle conifere* (Oligonychus ununguis; Acar. Tetranich.). Questo ragnetto, asportando con le sue punture i succhi cellulari insieme al pigmento clorofilliano, determina la bronzatura, la successiva colorazione giallo-rossastra e la caduta degli aghi. Gli attacchi interessano le piante ubicate nei giardini di città, mentre nei coniferamenti naturali sono assai rari. ®Abete rosso per gli aspetti morfologici, la biologia e la difesa. Carie del legno** (diversi generi: Trametes, Poria, Polyporus, Fomes, Coryolus, Ganoderma, Lenzites, Stereum, Phellinus; Bas.). Gli agenti di carie del legno appartengono in massima parte ai basidiomiceti e alcuni di essi manifestano una spiccata polifagia riuscendo a svilupparsi sia su conifere sia su latifoglie. Si tratta di funghi da ferita , cioè che riescono a penetrare all interno della pianta solo attraverso lesioni pre-esistenti di svariata natura e causano, spesso in maniera subdola , la graduale degradazione della cellulosa o della lignina portando a morte lenta e spesso inesorabile gli esemplari colpiti (®Pioppo). Disseccamento fogliare degli abeti* (Lirula nervisequia, syn. Hypodermella nervise- quia; Asc.). Si evidenzia sugli aghi che appaiono decolorati e su quelli di più di due anni vengono prodotti i corpi fruttiferi neri e allungati in corrispondenza della nervatura mediana nella pagina superiore. L attacco genera una modesta caduta degli aghi che non causa generalmente preoccupazioni considerata anche la sporadica comparsa e la bassa virulenza dell agente fungino. DIFESA: non si prevedono interventi specifici. Mal della tela delle conifere* (Herpotrichia pinetorum, syn. Herpotrichia juniperi; Asc.). Interessa svariati generi di conifere (Picea, Abies, Juniperus, Thuja, Pinus, Tsuga, Taxus), ma predilige Picea (®Abete rosso). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 164 5/30/18 9:06 AM M a p c C s p im u d s p a d r è b d r in e M d m ti fo s fr tr m z c d g e te c M A o p m te a il

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini