SEZIONE G

G 168 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE C Carie del legno (diversi generi: Trametes, Poria, Polyporus, Fomes, Coriolus, Ganoder- m m ma, Lenzites, Stereum, Phellinus; Bas.) ®Abete bianco. Disseccamento fogliare degli abeti (Lirula nervisequia, syn. Hypodermella nervisequia; Asc.) ®Abete bianco. Mal della tela delle conifere (Herpotrichia punctorum, syn. Herpotrichia juniperi; Asc.) ®Abete rosso. Marciume radicale fibroso (Armillaria mellea; Bas.) ®Abete bianco. Marciume radicale lanoso (Rosellinia necatrix, syn. Dematophora necatrix; Asc.) ®Abete bianco. Ruggine dei germogli (Pucciniastrum epilobii; Bas.) ®Abete bianco. Seccume dei rami (Phomopsis abietina; Asc.) ®Abete bianco. G e lo S S d C n g D Abete greco (Abies cephalonica) e Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis) i f Dreifusie* (Dreyfusia prelli, D. nebrodensis ; Rinc. Adelg.). La prima vive sulla cor- teccia del tronco e dei rami di A. nordmannianae, Abies alba e A. cephalonica svolgendo un anolociclo sostenuto in estate da 1-2 generazioni di pseudoprogredienti e da una di alate esulanti che diffondono le infestazioni su altre piante. Da queste ultime si hanno pseudoprogredienti seguite da una generazione di forme svernanti (pseudoiemosistenti). La seconda specie vive su Abies nebrodensis con generazioni primaverili-estive di pseudoprogredienti, seguite da una di esulanti che generano altre pseudoprogredienti; da queste si ha la generazione svernante di pseudoiemosistenti. DIFESA: utilizzare per i coniferamenti piante esenti da infestazioni. Per i patogeni fungini ®Abete bianco. Abete di Douglas odoroso (Pseudotsuga menziesii) i Cherme dell abete odoroso*** (Gilletteella coweni; Rinc. Adelg.). Infesta il lato infe- riore degli aghi rendendosi visibile per le candide matassine cerose entro le quali è presente la femmina con relative uova. Sverna con neanidi femminili della prima età (iemosistenti) localizzate sul lato inferiore degli aghi. Le uova deposte dalla generazione che ha svernato avviene alla fine di maggio o in giugno. Durante l estate si svolgono 2 generazioni partenogenetiche con femmine attere e alate rapido sviluppo (progredienti), seguite in autunno dall ultima generazione partenogenetica di neanidi svernanti (iemali). DIFESA: su piante non componenti coniferamenti naturali o artificiali intervento in autunno contro le forme svernanti (iemali), oppure alla fine dell inverno (prima delle ovodeposizioni) o, al più tardi, alla nascita delle neanidi, impiegando aficidi, eventualmente in miscela con olio bianco. Cherme dell abete di Douglas* (Gilletteella cooleyi; Rinc. Adelg.). Svolge il ciclo su Picea pungens, P. sitchensis e P. engelmannii (ospiti primari), mentre l abete odoroso è l ospite secondario. Sulle Picea spp. la femmina, nata in autunno e che ha trascorso l inverno alla base delle gemme terminali, depone un grappolo di uova dalle quali nascono neanidi che con le loro punture causano la comparsa di una galla strobiliforme allungata, con più loculi, dai quali fuoriescono alate che volano sull abete odoroso, sul quale si susseguono generazioni di femmine partenogenetiche attere. In estate compaiono alate (sessupare), che ritornano sulle Picea sp., dalle cui uova nascono maschi e femmine, tutti atteri. La femmina fecondata depone un solo uovo, dal quale nasce una femmina che, immatura, sverna. I danni sono simili a quelli prodotti da Gilletteella coweni. DIFESA: ®Gilletteella coweni. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 168 5/30/18 9:06 AM a f R g n a c I A i A ti m c c P D z A p d fe c e p a c r a r p p g u c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini