SEZIONE G

G 170 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cefalcia** (Cephalcia arvensis, Cephalcia abietis; Imen. Pamf.). Le larve sono lunghe circa 20 mm. Quelle della prima specie sono color bruno chiaro con capo giallo ocra, una linea dorsale più scura e macchie brune sui lati; quelle della seconda sono grigioverdastre con tre bande longitudinali più scure (una dorsale e due laterali). Esse divorano gli aghi di piante adulte che si sono formati nell annata precedente a quella dell attacco larvale, causando forti deperimenti vegetativi a seguito dei quali le piante vengono attaccate da scolitidi che le portano alla morte. Gli adulti della prima specie fuoriescono dal terreno da maggio a giugno; quelli della seconda da marzo-aprile fino al mese di giugno. Arrampicatesi lungo il tronco, raggiungono la chioma per deporre le uova sugli aghi (isolate nel caso della C. arvensis, in piccoli gruppi nel caso della seconda specie). Le larve vivono gregarie tessendosi manicotti sericei o tele con logge individuali. Raggiunta la maturità si interrano per chiudersi all interno di una cella terrosa per poi compiere la metamorfosi e dare gli adulti nella successiva primavera. Le larve, soprattutto quelle di C. abietis, possono trascorrere due inverni per dare gli adulti nella primavera del terzo anno. DIFESA: sistemazione di una banda adesiva intorno al tronco per la cattura degli adulti che si arrampicano lungo il tronco o ricorso al trattamento con insetticidi che agiscono per contatto e ingestione e caratterizzati da un accettabile impatto ambientale. Cerambici* (Rhagium bifasciatum, Rhagium inquisitor; Col. Ceramb.). Le larve scavano gallerie sottocorticali nel tronco di piante deperite per attacchi di altri insetti, morte o abbattute e non esboscate. DIFESA: ®Abete bianco per gli aspetti biologici e la difesa. Cherme dell abete rosso*** (Sacchiphantes abietis; Rinc. Adelg.). Determina la comparsa di galle strobiliformi pluriloculari, spesso presenti in gruppo sullo stesso verticillo. Le galle, contrariamente a quelle dell affine Sacchiphantes viridis, ostacolano lo sviluppo del germoglio. Il ciclo si svolge attraverso 2 generazioni partenogenetiche: una svernante costituita da pseudofondatrici attere e un altra primaverile-estiva di alate migranti. La pseudofondatrice passa l inverno al primo o al secondo stadio di sviluppo, localizzata alla base di una gemma terminale. In aprile-maggio depone un gruppo di uova dalle quali nascono le neanidi delle gallecole che, insieme alla madre, con le loro punture, causano la comparsa di una galla che si apre in settembre per lasciare fuoriuscire alate che si disperdono sulla stessa pianta o su quelle circostanti. Queste si portano sugli aghi per deporre un grappolo di uova destinate ad originare pseudofondatrici che avviano così un nuovo ciclo. DIFESA: sulle piante giovani, non ubicate in coniferamenti, nonché su quelle in vivaio o da adibire alla produzione degli alberi di Natale , intervento autunnale o alla fine dell inverno con aficidi, eventualmente in miscela con olio bianco. Cherme dell abete rosso e del larice*** (Sacchiphantes viridis; Rinc. Adelg.). Determina la formazione di una galla strobiliforme, pluriloculare, isolata, su ciascun verticillo. La galla, contrariamente a quella prodotta dall affine Sacchiphantes abietis, non ostacola lo sviluppo del germoglio. Il ciclo dell afide si svolge in 2 anni, attraverso il succedersi di 5 generazioni. Il ciclo inizia sull abete rosso con la fondatrice, nata in settembre dall uovo fecondato e svernante al primo stadio di sviluppo, fissata alla base di una gemma terminale. In primavera depone un grappolo di uova dalle quali nascono fondatrigenie che con le loro punture causano la formazione di una galla strobiliforme. Da questa, in luglio-agosto, fuoriescono alate migranti sul larice, sui cui aghi depongono un grappolo di uova dalle quali nascono neanidi (iemosistenti) che svernano localizzate G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 170 5/30/18 9:06 AM n u g a in C li s d fo s e c r r n C c u l D C c p A 2 te b D C d g m a b tu C a b a m L p C 2 c lu

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini