SEZIONE G

e a, oia e e o e a ga a. li ral n ae . a e o na a li o si r n e a io. ore a na o e A Abeti (gen. Picea) G 171 nelle solcature corticali dei rametti. In primavera completano lo sviluppo per deporre un grappolo di uova dalle quali nascono sessupare alate (andropare e ginopare) che in giugno ritornano sull abete rosso. Dalle loro uova nascono anfigonici atteri e in seguito all accoppiamento viene deposto l uovo fecondato, dal quale nasce la fondatrice ed inizia così un nuovo ciclo. DIFESA: ®Sacchiphantes abietis. Cherme dell abete rosso e del pino cembro** (Pineus cembrae; Rinc. Adelg.). Localizzandosi alla base di una gemma dell abete rosso determina la comparsa di una galla strobiliforme con gli aghi distribuiti solo su un lato, con conseguente sviluppo deviato del germoglio. L afide svolge il ciclo in due anni, tra l abete rosso e il pino cembro. La fondatrice nata sul finire dell estate dall uovo fecondato trascorre l inverno al primo stadio di sviluppo, fissata alla base di una gemma o sotto le squame corticali della Picea excelsa. In aprile-maggio depone un gruppetto di uova dalle quali nascono gallecole che formano una galla strobiliforme. Questa, aprendosi sul finire dell estate, lascia fuoriuscire alate migranti su Pinus cembra, dalle cui uova si hanno iemosistenti che superano l inverno al primo o al secondo stadio di sviluppo, riparate alla base degli aghi o nelle anfrattuosità corticali. DIFESA: non necessaria. Cherme lanigero dell abete rosso* (Eopineus pineoides; Rinc. Adelg.). Infesta il tronco e i rami lignificati di piante in ombra, causando danni di scarsa rilevanza. Svolge un anolociclo con 2 generazioni all anno: una di forme svernanti (paraiemosistenti) e l altra di forme estive (pseudoprogredienti) dalle cui uova si hanno le forme svernanti. DIFESA: non necessaria. Cherme tardivo dell abete rosso** (Adelges tardus; Rinc. Adelg.). L afide causa la comparsa di una galla pluriloculare sferica di colore bianco crema, localizzata all apice dei rametti dell abete rosso. Considerata specie anolociclica e paramonoica di Adelges laricis, si riscontra nelle abetaie pure di Picea excelsa. Su questa pianta svolge 2 generazioni all anno: una svernante con pseudofondatrici e l altra di gallecole alate non migranti che fuoriescono dalle galle tra la metà di agosto e i primi di settembre e dalle cui uova, deposte per partenogenesi, nascono pseudofondatrici svernanti. DIFESA: non necessaria. Cinara pilicorne** (Cinara pilicornis; Rinc. Afid.). Infesta i rametti. Lungo 2,7-4,5 mm, di forma ovale allungata e di colore bronzeo chiaro, vive sulla parte distale dei giovani getti. Sverna come uovo durevole e compie mediamente 5 generazioni all anno con massimo sviluppo delle colonie alla fine di maggio o in giugno, comparsa delle forme alate in giugno e deposizione delle uova durevoli dalla fine di agosto in poi. Le colonie, buone produttrici di melata di foresta, sono frequentate dalle formiche in maniera del tutto occasionale. DIFESA: non necessaria. Cinara pruinosa* (Cinara pruinosa; Rinc. Afid.). Infesta i rami, con colonie disposte a manicotto, e si localizza anche sulle radici più superficiali. Infesta l abete rosso e l abete del Colorado. Sverna con uova durevoli deposte sui rami e le fondatrici nascono all inizio della primavera per originare colonie che infestano i rami. All inizio dell estate migra sulle radici per poi risalire sulla pianta in autunno, per deporre le uova durevoli. L afide è tuttavia in grado di svernare sulle radici. DIFESA: intervento con aficidi su piante in vivaio e in giardino. Cinara di Stroyani** (Cinara piceicola; Rinc. Afid.). di colore grigio bronzeo, lungo 2,7-3,7 mm. Colonizza i germogli e, più tardi, la parte vicina al fusto dei rami più vecchi, preferendo le parti in ombra. Gli anfigonici compaiono precocemente nel mese di luglio e lo svernamento avviene allo stato di uovo durevole. DIFESA: non necessaria. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 171 G 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini