SEZIONE G

G 172 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cocciniglie globose* (Physokermes hemicryphus, Physokermes piceae; Rinc. Cocc.). Physokermes hemicryphus (piccola cocciniglia globosa dei verticilli dell abete rosso) infesta l abete rosso e l abete del Colorado (Picea pungens). Physokermes piceae (Cocciniglia globosa grossa dell abete rosso) vive sull abete rosso. Le femmine (globose e delle dimensioni di un granello di pepe o poco meno) si localizzano in piccoli gruppi alla base dei getti dell anno o dei verticilli di 2-3 anni. I maschi si localizzano invece sugli aghi. Compiono una generazione all anno, che si svolge per partenogenesi o con l intervento del maschio. Ciascuna femmina depone un numero di uova che varia da alcune decine a 300 e più elementi. Queste si accumulano sotto il corpo globoso della madre che poi muore e della quale rimane il coriaceo tegumento esterno. Le neanidi nascono dalla metà di luglio a quella di agosto e a partire dalla fine di agosto compiono una muta passando alla II età, per poi svernare in tale stadio. DIFESA: non necessaria in quanto entrambe le cocciniglie sono esposte all azione di antagonisti. Epinozia (Epinotia pygmaeana; Lepid. Tortr.). Gli adulti, senza apparente dimorfismo sessuale, hanno un apertura alare di 12-14 mm, con ali di colore chiaro attraversate da fasce trasversali più scure, delle quali quella subprossimale è maggiormente definita. La larva, lunga a maturità 10 mm, è verde con capo bruno chiaro e placca protoracica nera o marrone. Compie una generazione all anno e sverna allo stato di crisalide nel terreno. Le larve sono attive dal mese di maggio alla fine di giugno-primi di luglio. Inizialmente minano gli aghi, quindi li divorano dopo averli riuniti con fili di seta per formare una sorta di nido. DIFESA: non necessaria. Fillominatrice (Epinotia tedella; Lepid. Tortr.). Gli adulti (10-13 mm di apertura alare con ali anteriori bruno-giallastro scuro e lucente, ornate di fasce di macchie bianco argentate) volano da maggio ad agosto. Le larve (9-10 mm di lunghezza, di colore grigio giallognolo o bruno-verdastro con capo, pronoto e aree setifere bruno-nerastri) minano inizialmente gli aghi, quindi li divorano dopo averli riuniti con fili di seta per formare una sorta di piccolo nido. Compie una generazione all anno e sverna allo stato di larva riparata nel terreno, destinata a incrisalidarsi all inizio della primavera. DIFESA: non necessaria. Grande ilobio dei pini* (Hylobius abietis; Col. Curcul.). L adulto (8-13 mm di lunghezza), color pece con peli gialli disposti in modo da formare tre serie di macchie gialle sulle elitre, compare in primavera e le femmine depongono le uova entro escavazioni che compiono sulle radici affioranti di piante parzialmente sradicate o nelle ceppaie ancora fresche. Le larve (lunghe circa 13-15 mm, bianche e con capo bruno) scavano gallerie individuali che solcano profondamente il legno, all estremità delle quali si costruiscono, con rosura, una cella in cui trascorrono l inverno e parte della primavera per poi compiere la metamorfosi alla fine di giugno. Fuoriusciti dopo 15-20 giorni, i nuovi adulti si alimentano compiendo decorticazioni sui rami e sui rametti e con il sopraggiungere dei primi freddi si riparano; ricompaiono poi in primavera, riprendono a nutrirsi, provocando fuoriuscite di resina che formano cercini o grumi intorno alle parti erose dei rami danneggiati, quindi si accoppiano e depongono le uova fino a tutto il mese di luglio. DIFESA: impiego di rami esca freschi, irrorati con insetticidi (es. piretroidi e fosforganici) sommariamente ricoperti con terra in modo da lasciarli affiorare in parte; estirpazione delle ceppaie ed eliminazione delle piante sradicate in seguito a frane, a forti venti e pesanti nevicate. Ilotrupe (Hylotrupes bajulus; Col. Ceramb.). L adulto è lungo circa 10-20 mm, di colore castano grigio. Le larve (bianche, lunghe circa 20 mm, con corpo depresso) scavano gallerie che si inoltrano nel cilindro legnoso. L attacco prosegue anche nel legno in G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 172 5/30/18 9:06 AM o d e tr N in g le m g e u u c P ( fa e g ta D m r p d P d tr b c e u s a to n d la g p p P è d s c L

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini